Roma, 31 gennaio 2008 - Un'icona del rock contemporaneo sul palco dell'Ariston. Sara' infatti Lenny Kravitz, artista statunitense con all'attivo vari Grammy, dischi d'oro e di platino, il primo superospite straniero del prossimo Festival di Sanremo.
Kravitz sara' sul palco dell'Ariston lunedì 25 febbraio, e presenterà un brano del nuovo album, It's Time for a Love Revolution, nei negozi dal 5 febbraio. Da oggi è disponibile su Amazon.com (ma solo per 24 ore) il video del secondo singolo, Love, Love, Love: un inno all'amore e un forte j'accuse contro i politici, i media e le droghe.
''Non ho bisogno della tv, delle star del cinema, degli aerei privati, dei politici, della moda parigina, di catene d'oro sfavillanti'', canta il musicista (suona chitarra, basso e batteria), produttore e una fama da sciupafemmine (tra le sue 'vittime' Madonna e Nicole Kidman).
E' lunga la lista di cose di cui, a suo avviso, bisogna sbarazzarsi: si va dai country club alla marijuana e all'ecstasy, dai personal trainer alle cartomanti, dalla religione all'aria condizionata. Insomma, il
rocker newyorkese si fa portavoce di una sorta di movimento di liberazione dai falsi miti che allontano dall'unico valore per cui vale la pena di lottare: l'amore.
Kravitz non è nuovo a questo tipo di messaggi: gia' nel 2004 aveva deciso che la carriera non era più la sua priorità, affidando la sua nuova filosofia a Baptism, un disco-tributo ai valori essenziali della vita, rivalutati dopo un periodo di riflessione e di impegni familiari (legati a sua figlia Zoe, allora 15enne, avuta dall'attrice Lisa Bonet, al nonno paterno 93enne Patrick e al padre Sy, ex produttore televisivo ebreo di New York).
A Lenny la vita glamour delle star hollywoodiane non e' mai piaciuta: il video di Where are we running fu una vera e propria provocazione, tanto da essere censurato negli Usa e in Europa: lui appariva nudo, dopo una notte di sesso con due bellissime donne in lingerie; poi nel bel mezzo di un'orgia in aereo, tra eccessi di alcol e droghe pesanti e, infine, osannato dalla folla a un concerto. La clip si chiudeva con la rockstar in crisi, sola davanti allo specchio e alla sua solitudine.
A quasi 20 anni dal debutto (con Let Love Rule quando si faceva chiamare Romeo Blue), Kravitz ha composto l'intero nuovo album immerso nella natura brasiliana, dove ha trascorso due mesi. Madre nera (l'attrice scomparsa Helen Willis, protagonista della sit-com I Jefferson) e padre bianco, ha vissuto un'infanzia difficile a New York, dove è rimasto fino a 11 anni prima di seguire la madre a Los Angeles: ''Da bambino mi hanno tenuto all'oscuro dei rifiuti, gli insulti, gli sputi per strada. Ho scoperto di avere un padre bianco in prima elementare, qualcuno me lo fece notare. La nostra casa era piena di gente colorata di varie tonalità, ma per me era tutto normale''. Pacifista convinto, all'indomani dell'11 settembre definì ''cazzate' le bombe e le torture di una "America che invece si propone come forza liberatrice''.
A sei anni di distanza dal loro ultimo lavoro, il gruppo ritorna con un nuovo album di duetti e collaborazioni. Sono gli unici esponenti in Italia di uno stile che ha le sue origini nel canto polifonico classico e nell’espressione dello ‘spiritual’ e del ‘gospel’ americano