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Musica

ROCK E CINEMA

Strummer rivive in un docu-film
Omaggio alle sue idee sulla musica

L'amico e regista Julian Temple ha diretto "Il futuro non è scritto", pellicola sul leader dei Clash a sei anni dalla morte. Ispirato al programma radiofonico 'London Calling', raccoglie testimonianze di Martin Scorsese, Bono e Jim Jarmush

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I 'Clash' Roma, 19 febraio 2008  - Joe Strummer vive. Il frontman del gruppo punk rock The Clash, scomparso 50enne il 22 dicembre 2002, è protagonista di 'Il futuro non è scritto Joe Strummer', diretto dal connazionale inglese Julien Temple. In uscita il 29 febbraio distribuito da Ripley's Film, il docu-rock nasce - dice Temple - "quale omaggio a Strummer e contributo alla diffusione delle sue idee. Amico a me caro, ci sono voluti mesi e mesi per colmare la sua assenza: 'The Future Is Unwritten' è una veglia per accompagnarlo al suo eterno riposo".

Già collaboratore di Clash e Sex Pistols, portati sullo schermo con 'Oscenità e furore, e più in generale legato a doppio filo al mondo musicale (Glastonbury), Temple crede ancora che "il punk possa fare presa sui giovani: dalla tv a Internet, tutto lavora per non farli ragionare con la propria testa. Sono e siamo oche all'ingrasso, bombardati di informazioni, ma c'è un interrogativo: vogliamo essere umani o no?".

Ispirato al programma radiofonico di Strummer 'London Calling', 40 milioni di ascoltatori sintonizzati su BBC World Service dal '98 al 2002, e sui leggendari falò di Strummerville, il rock-doc è raccontato dagli amici di Joe, tra cui lo stesso regista, il primo ad accedere agli archivi personali del musicista. Tra rock, folk, reggae, cumbia, bhangra, dub, rap e altri generi, scandito dalle celebri hit dei Clash (da 'Rock the Casbah' a 'Should I Stay or Should I Go?') e poi dei Mescaleros, il film non rivela solo il musicista, ma anche l'attore, il regista e il pensatore, grazie ad animazioni, vignette, disegni, quadri, appunti realizzati di suo pugno, nonché immagini dalla 'Fattoria degli animalì e '1984', cari allo Strummer che "odiava il Grande Fratello e Tony Blair, che ha riempito l'Inghilterra di telecamere a circuito chiuso".

Tra chi lo ricorda non mancano le celebrità: Jim Jarmusch e John Cusack, che con Strummer divisero il set, Martin Scorsese, Johnny Depp (nei panni di Jack Sparrow) e Bono: "Mi hanno chiesto loro di partecipare al film, riconoscendo le influenze che Strummer ha avuto nel loro percorso creativo". "Ma non ne ho abusato: Strummer - ricorda Temple - ha sempre lottato in prima persona contro il mito della celebrità, che compromette l'umanità stessa dell'individuo. Seguendo il suo insegnamento, oggi alla brava Amy Winehouse consiglierei di scomparire, per non rimanere soggiogata dallo showbiz".

'Il futuro non è scritto' evita l'agiografia per fornire di Strummer un ritratto fedele e sincero: "Lui avrebbe voluto così. Usava le sue debolezze e contraddizioni per trarne energie positive", dice Temple. Che sottolinea la differenza del leader dei Clash da Kurt Cobain e Joy Division ("La sua storia è più utile, forse meno romantica, ma lui non si è arreso mai»), e le affinità con i Sex Pistols di Johnny Rotten: "Entrambi i gruppi erano profondamente onesti verso il proprio pubblico, cercavano una comunione teatrale.

 
Questo era il punk: esaltazione del potenziale umano, rivoluzione musicale per distogliere i giovani dalla fredda ammirazione per le star". Reduce da un opera-film in Australia, 'The Eternity Man', che uscirà a fine 2008, al lavoro su un dvd dei Sex Pistols, Temple, che presto realizzerà anche la commedia 'Wise Children' dal libro di Angela Carter, vorrebbe portare sullo schermo un altro gruppo, The Kinks: "Giovanissimo, con loro ho capito che la musica sarebbe stata per me fondamentale".

 

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