Esibizione suggestiva al Webster Hall nell'East Village. Sul palco Mark Lanegan e Greg Dulli, leader della band che ha appena sfornato "Saturnalia". Suoneranno anche in Italia, il 23 aprile a Roma e il 24 a Milano
di Dalila Pasotti
New York, 21 marzo 2008 - "I gemelli dei bassifondi" per la promozione del loro primo album hanno scelto di esibirsi ieri sera al Webster Hall di New York nell'East Village, una delle zone più alla moda di Manhattan.
Mark Lanegan e Greg Dulli, due dei volti più tenebrosi del rock da quasi vent'anni, si conoscono da moltissimo tempo, hanno più volte contribuito ai rispettivi progetti, ma è nel 2003 che decidono di creare una band tutta loro, i Gutter Twins. Il loro album "Saturnalia" è uscito in America all'inizio di marzo, dopo un'incubazione di quasi cinque anni.
Tra i due il feeling è forte e si avverte fin dalle prime note. Sia Lanegan che Dulli cantano, anche se quest'ultimo suona la chitarra per tutto il concerto, aggiugendo il suo tocco inconfondibile ai brani. Dulli è a tratti incerto e semina stonature qua e là, che però sono elegantemente coperte dalla baritonale voce del suo compagno.
L'intero repertorio suona scuro e gotico: chitarre suonate con effetti che rendono le note gravi e piene, e il ritmo, lento o veloce che sia, viene tenuto con violenza dalla batteria. Il batterista scelto per il tour è un vero talento, con un tocco maestoso e preciso. Il concerto apre e si snoda con tutti i pezzi inclusi in "Saturnalia", dei quali alcuni sono già hit, come "Idle Hands" (il primo singolo uscito) con sonorità gotiche quasi orientaleggianti e "All Misery Flowers", che è invece il pezzo che i fan hanno definito come più rappresentativo del lavoro del duo. "Bete Noir" è invece più lento, ma molto potente e ipnotico, e ricorda alcuni dei vecchi brani di Lanegan, mentre "Front Street" ha un arpeggio eseguito da Dulli che si imprime nella memoria come un funereo mantra.
I soli brani dei Gutter Twins non sono ancora sufficienti per quasi due ore di spettacolo, ed ecco che riemergono i più bei pezzi del lavoro solista di Lanegan , come "Hit The City" e "Methamphetamine Blues", entrambi dall'album "Bubblegum" del 2004. L'unico raggio di sole arriva da "Papillon", che si discosta dal rock distorto e scuro per sposare una vena di inusuale allegria per il duo Dulli–Lanegan.
I Gutter Twins proseguiranno il loro tour promozionale negli Stati Uniti fino al 5 di aprile, poi approderanno in Europa. Suoneranno anche in Italia: il 23 aprile a Roma e il 24 a Milano.
di Dalila Pasotti
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