La regina del soul regala un grande spettacolo alla Radio City Hall malgrado il mal di piedi che, a metà esibizione, la costringe a togliersi i decolleté e a sostiuirli con un paio di più comode ciabattine
di Dalila Pasotti
New York, 24 marzo 2008 - Avrà avuto anche male ai piedi, ma la regina del soul, al secolo Aretha Franklin, ha regalato al pubblico del Radio City Hall di New York un grande spettacolo. Inizialmente era prevista una sola serata, ma gli organizzatori si sono visti obbligati ad aggiungere una data, viste le numerose richieste di biglietti.
Il sipario si apre verso le otto e mezza su una numerosa orchestra che intona un soul blues, con pianoforte, tastiera, fiati, archi, percussioni, chitarre e le immancabili coriste.
Ed ecco che pochi minuti dopo il direttore con una giacca scintillante invita sul palco "la nostra regina, Aretha Franklin!" Lady Soul si presenta sul palco con un abito bianco e una stola di chiffon, estremamente appesantita, ma sempre solare. Saluta il pubblico e subito parte un'ovazione.
Arehta Frankiln apre il concerto con alcuni brani dagli album più recenti, come "So Damn Good", per poi tuffarsi in alcune hit del passato come "Respect". Il pubblico la accompagna, cantando assieme a lei e tenendo il tempo. La Franklin farcisce la serata di gag e storielle divertenti, una anche su Muhammad Ali, chiacchierando con gli spettatori in sala e non esitando a fare commenti ironici sul suo peso e sul fatto che "molti uomini amano le donne con del bagaglio extra".
Cita più volte l'album "Amazing Grace", dal quale intona diversi pezzi per poi eseguire "Falling Out Of Love" scritta assieme a Burt Bacharat.
A metà concerto la 'regina' si prende cinque minuti di pausa, invitando sul palco una "sorpresa": un suo amico rapper di Los Angeles. Purtroppo l'ospite non si rivela granché e il pubblico si è sorbettato la sua perforamnce con cortesia di circostanza. Ma Aretha torna presto sul palco e l'atmosfera si riscalda di nuovo. Si siede al piano e interpreta un pezzo dall'album "Aretha" e gli applausi quasi le impediscono di parlare. Poi gli acciacchi dell'età hanno il sopravvento: Arteha non può più nascondere che i piedi le fanno male e chiama il direttore d'orchestra che si inginocchia e le sfila i decolleté per sostiuirli con un paio di ciabattine bianche che suscitano l'ilarità generale.
La voce non è più potente come qualche anno fa, ma è sempre inconfondibile e calda. Lo spettacolo dura un'ora e mezza, e la Franklin non concede bis, ma a una leggenda vivente, che ha sul suo caminetto ben 20 Grammy Award, è concesso questo ed altro.
di Dalila Pasotti
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