Amico di tanti, degli schiavi e dei poveri, provocatorio e ambiguo, caustico e lezioso, grande intellettuale e soprattutto grande liberale... di Riccardo Jannello Commenta
Bologna, 16 maggio 2008 - Provocatorio e ambiguo, caustico e lezioso, grande intellettuale e soprattutto grande liberale nei comportamenti suoi e di chi lo circonda. Caetano Veloso non ha mai avuto paura a dire la sua, tanto che lo hanno esiliato dal suo paese, ma non ha mai smesso di amarlo, tornando in Brasile appena ha potuto.
Amico di tanti, degli schiavi e dei poveri, dei comunisti quando era peccato esserlo sotto la dittatura militare e ora pronto a criticare il governo Lula quando non vede risultati concreti a favore del popolo; ma soprattutto amico dei vinti, dei diversi: lui stesso spesso tacciato di omosessualità - pur con le sue mogli sempre belle e i suoi figli - per le sue disinvolte trasformazioni, come quando girava truccato per gli show di “Circulado ao Vivo”: io stesso l'ho visto col rimmel agli occhi in uno spettacolo 23 anni fa al Circo Voador di Rio.
Una persona straordinaria, amica, completa, probabilmente curiosamente bisessuale, il primo che capì la passione-dramma di Ney Matogrosso, splendida voce della musica popular brasileira, e cercò di aiutarlo contro chi lo discriminava.
Adesso ha provocato ancora con la sua dedica a Ronaldo, grande amico e vicino di casa quando il calciatore viveva a Leblon. Un modo per dimostrare una cosa: il dramma, la debolezza di un momento, vanno affrontati a viso aperto e si vince. Penso davvero che Ronaldo seguirà la lezione del suo amico Cae.
di Riccardo Jannello
"Il progetto non nasce con una motivazione nostalgica, ma perché volevamo fare qualcosa per Napoli in questo momento", ha spiegato il cantautore
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