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IL CONCERTO

Vasco Rossi e il rock della gioia
In 65mila per lui a Roma

In questo momento Vasco fa storia a sè nella musica italiana. 'Il mondo che vorrei', il suo ultimo album, ha venduto 500 mila copie. Il suo tour sta registrando il tutto esaurito con il raddoppio delle date

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Vasco Rossi Roma, 30 maggio 2008 - Vasco Rossi ha di nuovo riempito di rock'n'roll lo stadio Olimpico di Roma, esaurito da 65 mila persone. In questo momento Vasco fa storia a sè nella musica italiana: 'Il mondo che vorrei', il suo ultimo album ha venduto 500 mila copie, mentre gran parte dei suoi colleghi pubblica compilation. Il suo tour sta registrando il tutto esaurito con il raddoppio delle date.

 

E' esaurito a Roma, il 7 giugno a Milano San Siro, il 14 giugno ad Ancona, (ci sono ancora biglietti per la data del 15 giugno), esaurito anche il 27 giungo a Salerno. Restano ancora biglietti per il 21 giugno all' Heinecken Jammin' Festival, il 28 giugno a Salerno e il 4 luglio a Messina. Complessivamente per questo tour sono stati venduti 500 mila biglietti. La produzione è spettacolare, un palco di 70 metri foderato di specchi, illuminato da un impianto futuribile e da mega schermi che rimandano via le immagini del concerto con composizioni grafiche che commentano i brani. Lo show dura più di due ore e sono quasi 30 i pezzi in scaletta.

 

L'apertura è dedicata ai pezzi dell'ultimo album che la gente ha già imparato a memoria: come ormai da abitudine per Vasco, l'atmosfera è quella di un grande evento rock molto duro, dove la chitarra di Stef Burns ha un ruolo determinante. La band è strepitosa sostenuta dal portentoso batterista Matt Laug. La scaletta è pensata come un viaggio attraverso il repertorio più conosciuto, con qualche ripescaggio del passato, anche sorprendente, soprattutto nel primo medley dove brani come 'Ormai è tardi', 'Non mi va', 'Ci credi', 'Susanna', 'Deviazioni', 'O colpa di Alfredo' sono legati uno all'altro da citazioni di epoca Sex drugs e Rock'n'Roll compreso.

 

Il momento più classico è quello centrale aperto da 'Siamo solo noi' e composto da 'Sally', uno dei pezzi più belli scritti sulla follia, 'Rewind', stupendo, 'C'è chi dice no', 'Gli spari sopra' e il 'Mondo che vorrei'. Anche il sottofinale è dedicato ad un medley, questa volta acustico, con 'Toffee', 'Ridere di te', 'Brava Giulia', 'Dormi dormi', 'Va bene va bene'.

 

Il gran finale con due pezzi-simbolo: 'Vita spericolata', in versione acustica con pianoforte e 'Albachiara', da sempre deputato a chiudere i concerti con tutto il pubblico che canta in coro.
Vasco è in grande forma, è più sicuro sul piano vocale e conta sul suo straordinario rapporto con il pubblico che lo adora. Nei suoi concerti sono proprio i fan uno spettacolo nello spettacolo e si sa che Roma in quanto ad entusiasmo non è seconda a nessuno.

 

Ormai 'il signor Rossi' può contare su un repertorio di tre decenni di canzoni e su un numero di hit che in Italia ha pochi confronti. Su queste canzoni si sono formate generazione di fan che continuano ad amarlo senza condizioni e si deve dare atto a Vasco di aver saputo evolversi con il suo pubblico costruendo un mondo musicale che ne ha fatto un caso unico della musica italiana.










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