McCartney racconta gli ultimi momenti di vita di George, morto di cancro nel 2001: "Mi sedetti affianco a lui, lo presi per mano e scherzammo per diverse ore. Fu come sognare e tornare indietro nel tempo''
Londra, 2 luglio 2008 - Tutti sanno che George Harrison era considerato da Paul McCartney come un fratello minore. Ma soltanto ora, per la prima volta, Paul racconta gli ultimi momenti di vita di George, morto di cancro a 58 anni il 29 novembre 2001.
Come nella loro canzone 'I want to hold your hand', l'ex Beatle racconta di aver tenuto la mano del chitarrista: ''Un giorno, durante una terapia - racconta McCartney - mi sedetti affianco a lui, lo presi per mano e scherzammo per diverse ore. Sebbene sia avvenuto dieci giorni prima della sua morte, fu come sognare e tornare indietro nel tempo''. In quei giorni George Harrison era stato trasferito da una clinica svizzera a un'altra di New York. ''Chiese scherzando - prosegue McCartney - se potesse finalmente fermarsi in un posto e io gli risposi: certo, andiamo a Speke Hall'', riferendosi ad una lussuosa magione di Liverpool, città in cui i due sono nati e si sono conosciuti.
Nella stessa intervista parla inoltre dei tempi in cui erano studenti e di come Harrison entrò a far parte dei Beatles. ''Prese in mano la chitarra e cominciò a suonare 'Raunchy', un pezzo strumentale, e questo gli bastò per entrare nella band. Era molto più giovane di noi altri, ma era già un grande chitarrista''
L'amicizia tra McCartney e Harrison ebbe inizio sull'autobus che li portava insieme a scuola, a Liverpool. "Per me George - continua McCartney nell'intervista a Uncut - era come un fratello minore".
La statua della cantante britannica andrà ad affiancarsi a quella dei Beatles, di Beyonce e di Jimi Hendrix e sarà inaugurata a fine luglio