Ai giovani che cercano di intraprendere questa professione Masini dice: "Il problema non è tanto fare uscire un artista, ma costruirlo, aiutarlo a durare. Ma il vero problema solo le vendite"
Milano, 16 settembre 2008 - Dagli ultimi anni '90, Tiziano Ferro e niente più. L'estrema sintesi del panorama musicale italiano degli ultimi dodici-tredici anni, secondo Marco Masini, è racchiusa nel cantante di Latina. Oltre un decennio in cui si sarebbe dato vita ad un solo artista (Ferro, appunto) in grado di dare continuità alla sua opera. Il resto, una serie di meteore.
Raggiunto telefonicamente in vista del concerto in programma questa sera al 'Palasharp', nel contesto d'intrattenimento della prima festa democratica di Milano, il cantante fiorentino ha guardato ai reality e alle nuove occasioni offerte ai giovani artisti per farsi conoscere e intraprendere la strada della musica spiegando di credere che "il modo più facile per arrivare è anche il più utile", ma che "il problema non è tanto fare uscire un artista, ma costruirlo, aiutarlo a durare, a produrre dischi e vendite soddisfacenti".
"Purtroppo però - ha proseguito - il nodo sono proprio le vendite: il pubblico, che non percepisce ancora i talenti nascenti come grandi artisti non va a comprare il cd, preferisce scaricare la canzone che gli piace, togliendo in questo modo soldi alle case discografiche che finiscono per investire meno nel giovane cantante. C'è poi un discorso di forza implicito: se nasci dal contesto di un reality, dove uno per forza deve venire fuori perché è nell'ordine delle cose, non è detto che sei bravo veramente. Sei bravo veramente se vieni fuori dal niente, dal sudore. E Tiziano Ferro è uno bravo veramente, uno che sa scrivere. L'unico artista uscito in Italia dal '95 circa ad oggi".
Secondo Masini, infatti, "chi fa il cantante è come un corridore di moto: deve confermarsi ad ogni gran premio. Essere artisti significa confermarsi ogni giorno ed è una cosa difficile a meno che non si sia un'istituzione, ossia a meno che non si sia Vasco Rossi, l'unico che qualsiasi cosa fa funziona".
Nei progetti del cantante fiorentino, per provare a confermarsi ancora una volta, c'è ovviamente l'idea di un disco di inediti, tappa quasi obbligata nel suo modo di vivere e vedere la musica: "riuscire a scrivere qualche canzone non sarebbe un cattivo progetto - ha detto -: sono 3 anni che non faccio qualcosa di nuovo, prima o poi dovrò uscire altrimenti devo cambiare mestiere".
Intanto, il concerto dopo un giro estivo "per stare un po' con i ragazzi dei fun club": "una tappa avulsa in un palazzetto fuori stagione: capisco - ha fatto notare - che il tempo confonda un po' ma secondo me questo non è il periodo per suonare al chiuso. Tuttavia, questa festa ha raccolto molti artisti e ho colto l'occasione di esserci anch'io".