Notizie spettacoli
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
LUTTO NEL MONDO DELLA MUSICA

Addio al mito anni '70 Stefano Rosso
Cantante dello 'spinello'

L'artista, noto per il brano 'Una storia disonesta', si è spento a Roma all'età di 59 anni. Rosso partecipò nel 1980 al Festival di Sanremo con 'L'italiano', distinguendosi per l'ironia dei suoi testi spesso autobiografici

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Stefano Rosso Roma, 16 settembre 2008 - Il cantautore Stefano Rosso, appartenente alla cosiddetta Scuola romana dei cantautori, famoso grazie alla canzone 'Una storia disonesta', di cui si ricorda la scandalosa frase "Che bello, due amici, una chitarra e uno spinello", è morto a Roma.

 

Rosso avrebbe compiuto 60 anni il prossimo 7 dicembre. I funerali si terranno nella chiesa di Santa Maria in Trastevere. Rosso partecipò nel 1980 al Festival di Sanremo con il brano 'L'italiano'. Tra le sue canzoni impegnate figurano 'Odio chi' e 'Bologna '77' dedicata a Giorgiana Masi, ragazza uccisa a Roma durante una manifestazione del Partito radicale.

 

Nato a Roma nel 1948, Stefano Rosso, pseudonimo di Stefano Rossi, si è caratterizzato per i testi ironici, dissacranti e spesso autobiografici e musiche che conciliano la canzone popolare romanesca con il country e il folk americano, spesso con arpeggi in finger picking molto elaborati e mai banali.

 

Iniziò a suonare insieme al fratello, formando il duo Remo e Romolo. E fu sempre con il fratello che avvenne il suo debutto discografico, con un 45 giri inciso nel 1969 con lo pseudonimo di 'Arca di Noè', e pubblicato dalla Vedette: i due brani si intitolano 'Io e il vagabondo' e 'La bambina di piazza Cairoli'. Stefano Rosso iniziò quindi ad esibirsi da solo, e nel 1974 scrisse due sue canzoni, 'C'è un vecchio bar nella mia città' e 'Valentina', che vennero interpretate da Claudio Baglioni nel programma televisivo 'Ritratto di un giovane qualsiasi' del 1974.

 

L'anno successivo partecipò come chitarrista fisso della trasmissione 'Alle sette della sera', condotta da Gianni Morandi ed Elisabetta Viviani. Nel 1976 l'Rca pubblicò un suo 45 giri 'Letto 26', che partendo da una sua degenza in ospedale (al letto 26) per una tonsillitectomia racconta la sua vita a Trastevere, in via della Scala (dove all'epoca Stefano Rosso abitava), e che riscosse un discreto successo.

 

Pochi mesi dopo venne pubblicato 'Una storia disonesta', in cui, in un racconto ironico e divertente post-sessantottino, faceva capolino, forse per la prima volta nella canzone italiana, lo spinello. L'album che seguì di poco (gennaio 1977) prese il titolo da questa canzone ed ebbe successo.

 

Dopo 'Una storia disonesta', che lo portò a ricevere nel 1977 il telegatto di Sorrisi e Canzoni, incise 'E allora senti cosa fo', in cui, oltre alla canzone omonima, vi è una rilettura con un testo diverso di 'Letto 26' e altre canzoni come 'Odio chi' e 'Bologna '77' dedicata a Giorgiana Masi, la ragazza uccisa il 12 maggio 1977 durante una manifestazione del Partito radicale a Roma.










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

Cerca  su Quotidiano.net nel Web