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L'INTERVISTA

Gianni Morandi si fa in tre
"Ancora... grazie a tutti"

Triplo cd, tour e un sogno: "Vorrei fare l’attore". E spiega così il motivo della raccolta: "In vita mia ho inciso oltre quattrocento canzoni e limitare questo riassunto finale alle 48 dell’album precedente era forse un po’ riduttivo"

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Gianni Morandi Bologna, 1 ottobre 2008 - Per tornarsene a girare l’Italia con la sua tenda Gianni Morandi voleva un bel pretesto. E la casa discografica, davanti alle trecentomila copie vendute lo scorsa stagione dalla tripla antologia 'Grazie a tutti', è stata felicissima di trovargliene uno: 'Ancora... grazie a tutti', altri tre cd con tutti i successi rimasti fuori dal primo tomo. In tutto 48 canzoni, fra cui l’inedito di Francesco Tricarico 'Un altro mondo' e tre cover a grana fine mai incise prima quali 'Che sarà', 'Nel blu dipinto di blu' e 'Non ti dimenticherò', il pezzo di Eros Ramazzotti interpretato nell’album 'Come fa bene l’amore' assieme ad Alexia. Il 14 e 15 novembre prende il via da Perugia la seconda tranche del tour con la tenda, atteso poi Napoli, Palermo, Bari, Pescara, Bologna, Genova e Firenze. 'Ancora... grazie a tutti' arriva nei negozi venerdì prossimo, intanto Morandi ha appena inciso 'La musica è finita' per il nuovo album di duetti di Ornella Vanoni.

Gianni, perché una seconda raccolta di successi?
"Perché in vita mia ho inciso oltre quattrocento canzoni e limitare questo riassunto finale alle 48 dell’album precedente era forse un po’ riduttivo. A Natale, fra l’altro, ne uscirà una edizione speciale".

Con 'Che sarà' aveva un conto aperto.
"Lì per lì quel pezzo non lo capii e lo rifiutai. Sulla scelta pesò anche il fatto che gli autori, Franco Migliacci e Jimmy Fontana, volevano portarlo a Sanremo, ma io avevo appena finito Canzonissima ed ero spossato. Mi sono mangiato le mani per trentasette anni. Nella descrizione del paese disteso sulla collina come un vecchio addormentato, infatti, ho sempre visto la mia Monghidoro”.

Un cofanetto così è un bilancio della vita. Ricorda qual è stato il giorno più difficile?
"Forse il 5 luglio 1971, quando al Vigorelli aprii il concerto dei Led Zeppelin e fui contestato duramente. Il pubblico fece capire che la mia musica non gli interessava più. Misi in cantiere due dischi, fra cui uno intitolato 'L’ape regina', che non furono nemmno pubblicati. Nel ’75 Fossati ed Oscar Prudente mi scrissero addirittura un album, ²Il mondo di frutta candita”. Ma non girava e non c’era nulla da fare. Ma non ho molato ed eccomi qua".

Recentemente ha detto di aver passato gli anni Settanta tra poker, alcool e ragazze facili? Allora Fiorello nella sua caricatura del Morandi un po’ carogna non aveva sbagliato.
"Già, forse sa cosa c’è realmente dietro questa faccia da bravo ragazzo. A parte gli scherzi, chiunque può incappare in delle sciocchezze nella vita, l’importante è sapersene tirar fuori".

Ha mai perdonato il suo amico Guccini per aver definito 'C’era un ragazzo...' una “str....ta”?
"Non ho mai capito se l’ha detto seriamente o per provocazione. A lui piacciono le battute e io mi divertivo ad ascoltarlo. Francesco fa bene a reputare la sua “Auschwitz” un capolavoro, ma anche 'C’era un ragazzo' è una gran canzone".

Da tempo Al Bano dice di voler incidere una canzone con lei e con Ranieri. Però non se n’è fatto ancora nulla.
"Potrebbe essere una buona idea, ma abbiamo storie molto simili e spesso nella musica funzionano invece gli incontri fra esperienze diverse".

Cosa tiene nel parcheggio dei sogni?
"Il teatro. Come attore. E in un ruolo non necessariamente da bravo ragazzo. Mi piacerebbe anche affrontare il cinema con un regista capace di dirigermi scordandosi che sono Gianni Morandi. Un grande come Bernardo Bertolucci o un giovane come Paolo Sorrentino, che è bravissimo".

Personaggi?
"Trovo stupendi quelli interpretati da Toni Servillo. Guardando al cinema americano, invece, il primo che mi viene in mente è il Thomas Levy di Dustin Hoffman ne Il maratoneta di Schlesinger".

di Andrea Spinelli










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