Il cantautore e le sue "Metamorfosi". Parla in musica di cambiamenti climatici e guerre E vola in hit-parade
LA SOLITUDINE dei numeri primi non ha mai fatto paura a Raf, nuovamente padrone della playlist radiofonica col singolo Ossigeno: è ormai quasi un quarto di secolo che l’uomo del battito animale, 49 anni compiuti lunedì scorso, se ne va per la sua strada vincente, nel solco del pop. Trainata in hit-parade proprio da Ossigeno, l’ undicesima fatica discografica di Raffaele-Raf Riefoli è il cd Metamorfosi. "Ma Kafka non c’entra. C’entra invece il nostro mondo, che è in continua mutazione. Ci sono cambiamenti climatici e politici sorprendenti, determinati anche dalle guerre", spiega lui.
A proposito di mutamenti, ne “L’era del Gigante” parla del declino dell’impero americano attraverso la figura di James Dean.
"L’era del petrolio è ormai agli sgoccioli e così l’economia legata ad esso con a capo gli Stati Uniti. Il “sogno” americano, infatti, ha rappresentato un incubo per molti altri paesi. Nella canzone voglio dire proprio questo augurandomi un futuro diverso con una frasetta forse banale, ma solo all’apparenza: fare qualche passo indietro, ma essere felici di vivere tutti con un po’ meno".
Tre canzoni di questo cd che metterebbe nell’i-Pod?
"Sicuramente Ossigeno, perché è bella e mette serenità. E’ il mio ennesimo inno all’amore, ma m’è venuto proprio bene. Poi metterei Ballo, storia di due persone che vivono in un teatro di guerra su due fronti opposti ma si amano nonostante tutto. E metterei anche Metamorfosi, perché la trovo una delle migliori ballate che abbia mai scritto".
Proprio il testo di “Metamorfosi” fa debuttare sua moglie Gabriella Labate come autrice.
"La canzone parla della scomparsa di una persona cara. Buona parte del testo l’ho scritta ascoltando i racconti di mia moglie, e mi è sembrato giusto rendere conto che dietro quelle parole c’era pure lei. Mi sembrava un atto dovuto, così l’ho iscritta alla Siae senza avvertirla. Il testo è talmente sentito che in studio mentre lo cantavo ogni tanto sono stato costretto a interrompere la registrazione per fermarmi e riflettere. Per quanto uno sia legato alla vita, infatti, deve tener conto che non ci sono certezze. Viviamo in un modo annoiato, senza renderci conto che tutto è precario e che bisognerebbe assaporare fino in fondo il piacere di esserci".
All’album hanno lavorato pure Saverio Grandi e Pacifico.
"Tutto nasce dal rapporto di stima che c’è fra noi. Credo che in questo mestiere la considerazione che hai per gli altri sia tutto. Gettando lo sguardo nel parcheggio dei sogni mostruosamente proibiti dico che un giorno mi piacerebbe poter collaborare con Neil Young e Paul McCartney. Due colossi. Francamente nella musica dell’ultimo ventennio non vedo musicisti altrettanto grandi".
Pescando nella sua discografia quali album sceglierebbe?
"Sicuramente La prova e Iperbole, ma anche quest’ultimo".
Tour?
"Il prossimo anno nei palasport. Si parte a febbraio".
di ANDREA SPINELLI