"Tornerei sul set. Ma mi propongono solo ruoli pulp o drammoni noiosi. Il mio produttore De Laurentiis mi disse che sarei potuta essere la Streisand italiana", ha affermato la cantante che confessa la passione per il cinema
Roma, 7 ottobre 2008 - Donatella Rettore ha un sogno: "Perché non mi propongono un musical tipo 'Mary Poppins' o 'Victor Victoria'? Accetterei al volo", ha dichiarato la cantante al settimanale 'Tu'. "Ho già girato un paio di film e tornerei sul set. Ma mi propongono solo ruoli pulp o drammoni noiosi. Molti anni fa a New York - ricorda - il mio produttore Dino De Laurentiis mi disse che sarei potuta essere la Barbara Streisand italiana. Magari. La adoro".
In merito al Festival di Sanremo afferma: "Ho partecipato sempre e solo perché mi ci mandava la mia casa discografica. L'unica volta che pensavo di avere una cosa carina ho spedito il demo a Roma, ma c'era sciopero dei tir e il pezzo non è mai arrivato. Sarà stato destino".
Rettore è contraria alla giura di qualità: "Posso andarmi a fare giudicare da una velina o da un attore? Non mi faccio massacrare da chi non capisce un tubo di musica". Infine racconta il suo rapporto con il mondo gay: "Agli inizi degli anni '90 ho vissuto un momento bruttissimo, nessuno mi chiamava più e facevo pochissimi concerti. Gli unici che non mi hanno mai tradito - chiude - sono i gay: mi hanno sostenuto facendomi scoprire quanto sia bello essere ironici".