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IL DEBUTTO DEL TOUR

Pausini alla conquista del mondo
Diecimila fan in delirio a Torino

Puzzle giganti, tonnellate di luci, pioggia di Swarovski. Una megaproduzione con il cuore di Laura per la tournee mondiale. Dal palco anche un appello per la salvaguardia del pianeta

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Laura Pausini (Foto Prisma) Torino, 6 marzo 2009 - Nella piovosa notte del PalaOlimpico «l’autoscatto di noi» è una foto straordinariamente a fuoco o perfettamente mossa a seconda dell’angolazione da cui la si voglia guardare. Un’immagine virata nella tenerezza che Laura Pausini rigira tra gli entusiasmi, le grida e la (benedetta) passione dei diecimila stipati ai suoi piedi mentre il doppio sistema di schermi che incombe sulla scena - uno spropositato di 170 metri quadri e quattro più piccoli in movimento come tessere di un puzzle impazzito intento a scomporsi e ricomporsi davanti all’occhio eccitato dello spettatore - rilancia i primi piani di un popolo adorante.

 

Scomparsa un anno e mezzo fa nell’inzuppatissima notte di San Siro, l’ugola di Solarolo è riaffiorata ieri a Torino per varare un nuovo giro del mondo sull’onda dei consensi che ha saputo rinnovargli l’ultimo album Primavera in anticipo, mezzo milione di copie vendute in tre mesi solo in Italia. E quelle 32 tonnellate di impianto d’illuminazione che le pendono sulla testa (quello degli Oasis, tanto per avere una scala di valori, ne pesa appena 8) stanno a dimostrare che anche stavolta l’eroina di Tra te e il mare ha preso l’impegno maledettamente sul serio; senza alcun timore reverenziale verso le varie Beyoncé, Christina Aguilera o Britney Spears con cui si troverà a incrociare il cammino a questa o quella latitudine.

 

Primavera in anticipo è un album prudente, attento (anche troppo) a confermare Laura proprio così come il pubblico se l’aspetta, ma dal vivo diventa il volano di uno spettacolo tiratissimo, sudato, tutto da cantare. Lo sanno bene i frequentatori della rete che fino a ieri mattina potevano incrociare su eBay biglietti per questo debutto in vendita anche a 1.200 euro. Una follia targata Pausini. Anche se il prezzo lo fa il mercato.
 

 

Fagocitata da una scena su cui si alzano e si abbassano otto strutture a forma di goccia tempestate di led, la cantante emiliana apre con Invece no un juke box sentimentale in cui scorrono tutti i suoi più grossi successi, a volte legati col filo rosso della medley, lambendo pure classici altrui come la Spaccacuore di Bersani, Destinazione paradiso di Grignani, La mia banda suona il rock di Fossati, Io canto di Riccardo Cocciante. Non manca una parentesi acustica suggellata da una straordinaria Incancellabile a cappella.
 

 

«In video mi fascio la mano come un pugile prima di salire sul ring» spiega «ma il mio avversario non è fisico; è la musica». Efficace la band trainata dalle chitarre di Paolo Carta e Gabriele Fersini, dalle tastiere Bruno Zucchetti, dal basso Matteo Bassi. Ai cori Gianluigi Fazio, Roberta Granà ed una ritrovata Emanuela Cortesi, che trova modo di scoprirsi pure chitarrista nella medley che lega fra loro Dove sei, Siamo noi, Il mio sbaglio più grande, Gente e Bellissimo così. Assente il batterista Alfredo Golino (rimpiazzato da Emiliano Bassi) forse in polemica con la promozione al suo ruolo di direttore musicale del compagno di Laura Paolo Carta. Elegante e sicura, per perdersi «nell’armonia celeste di questa estasi»

 

Laura canta Sorella terra con un abito da grand soirée lungo, nudo, tempestato di cristalli Swarovski e quando scompare sugli schermi si scatenano lampi, inondazioni, maremoti, mentre la sua voce fuoricampo ricorda: «la nostra terra è in stato di crisi. E siamo noi la causa. Inquiniamo l’aria, riempiamo la terra di rifiuti. Le nostre automobili emettono gas tossici e quali sono le conseguenze? I ghiacciai si sciolgono, le città si inondano, il clima sta cambiando. Abbiamo un solo pianeta e la sua salvezza dipende da noi». «Questo vestito mi dà l’entusiasmo di cui ho bisogno, il suo scintillare si contrappone infatti alla cupezza della realtà» spiega.

 

Dopo la replica torinese di questa sera al PalaOlimpico la carovana prosegue domani alla volta di Mantova, il 9 di Perugia, l’11 e 12 di Firenze, il 31 di Ancona, il primo aprile di Pesaro, il 3 di Bologna, il 5 di Brescia, il 14 di Milano, il 19 di Livorno, il 20 di Genova, dal 22 al 24 ancora Milano e poi Madrid, Barcellona, Zurigo, Parigi, Stoccolma e tanti altri crocevia europei della musica. A seguire Nord America, Sud America ed Australia.

di Andrea Spinelli










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