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NUOVO ALBUM

Fabrizio Moro canta il 'caso Noemi'
"E se Silvio mi invita a cena ci vado"

Il cantautore romano, che ha vinto il Festival nel 2007 con il rap antimafia 'Pensa', torna con un nuovo lavoro. Una delle canzoni, 'Barabba', sembra fotografare la cronaca politica di queste ultime settimane

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Fabrizio Moro (Ansa) Roma, 4 giugno 2009 - Fabrizio Moro torna con un nuovo album, un ep con soli sei brani, ma tra questi ce n'è anche uno che sembra fotografare la cronaca politica di queste ultime settimane. La canzone s'intitola 'Barabba', come il disco, e inizia così: "Non si può andare in giro in volo e mai con il metrò / [...] a meno che tu non sia il presidente del consiglio / o sua figlia o suo figlio/il ministro degli interni / o sua moglie e tutti i suoi fratelli / l’allenatore della nazionale / o meglio ancora il cardinale barabba".

 

Ancora più incentrato sui recenti fatti politici quello che segue, quasi un riferimento al ‘caso Noemi'. "Non si può avere le foto scandalistiche sui giornali - canta Fabrizio - le tette di tua moglie al vento proprio non si può / portarsi al letto le ventenni quando hai settanta anni / e fare i danni / non si può".

 

Il cantautore romano, però, giura di averlo scritto in tempi non sospetti. "L’ho scritto cinque anni e si chiamava ‘Cardinale Barabba' - assicura -. Era rimasto nel cassetto insieme ad altri quindici pezzi. È andato in stampa in tempi non sospetti, più di un mese fa. Anzi, la storia di Noemi mi ha penalizzato. ‘Barabba' doveva essere il singolo che anticipava l’album poi dopo tutto questo clamore ho dovuto rinunciare. Siamo pure sotto elezioni".

 

Fabrizio insiste che la citazione del presidente del consiglio non è riferita all’attuale premier: "Il mio riferimento non è a Berlusconi ma al presidente del consiglio in quanto simbolo del potere, quindi anche a quello che lo ha preceduto e a quello che verrà dopo".

 

Moro, arrivato al successo grazie ‘Pensa', pezzo antimafia ispirato a Falcone e Borsellino con cui vinse Sanremo 2007 nella categoria Giovani, dice di non aver pensato alle polemiche che avrebbe potuto suscitare mentre incideva il disco: "Le polemiche posso nascere su qualsiasi cosa. Io descrivo quello che mi accade intorno, non ho paura a dire quello che penso: Barabba è il simbolo della ‘casta'. Adesso non vorremmo mica dire che è la prima volta che ci accorgiamo che gli uomini potenti hanno fidanzate che potrebbero essere le nipoti o che è la prima volta che si polemizza sugli aerei di Stato".

 

Nessuna paura di reazioni polemiche: "Ma no, Silvio non si incazza mai, sono io che mi devo arrabbiare con lui. Pagherei per passare una serata con lui: io con la chitarra come Apicella e intonare ‘Barabba' insieme. Sono sicuro che si divertirebbe. State attenti -scherza poi - perchè c’è il rischio che fate uno scoop estivo e mi fotografate a Villa Certosa. Se mi invita io ci vado". Quindi aggiunge: "E poi, quanti Berlusconi ci sono? E' strano, tutti gli danno addosso, ma alla parata del 2 giugno ho visto in tv la folla che lo acclamava''.


Poi più serio aggiunge: "Il mio timore è che il brano possa avere dei problemi a passare in radio. Ma solo perchè ormai qualcuno si autocensura prima ancora che qualcuno glielo chieda".

 

'Barabba' è il quinto album di Fabrizio, distribuito da Warner Music e co-prodotto da Marco Falagiani. E la track list "è un grido di rabbia, dove l’amore è l’unica arma contro un mondo dove molte cose non vanno", dice il cantante. Fra il ricordo di un amico scomparso ('Sangue nelle vene') e la dedica al figlio che nascerà in agosto ('Il senso di ogni cosa') Fabrizio offre infatti spunti di riflessione su una società dove devi essere raccomandato anche per respirare ('Barabba'); dove la precarietà è cosi esasperante che affidi il tuo destino a una lotteria, perchè vivi nel terrore di prendere la decisione sbagliata ('Il momento giusto'); dove è necessario accettare il concetto di "rassegnazione positiva" per potersi concentrare su se stessi e su beni preziosi come l’amore e i rapporti umani da difendere a denti stretti ('Il peggio è passato').

 

Per Moro ci si può anche rassegnare, positivamente, però mai arrendersi. "Viviamo in un mondo difficile - spiega - Il disagio sociale che sentiamo, ci spinge a curare di più i nostri affetti. Ogni problema, ogni dolore, ogni insicurezza, ogni paura: tutto può essere affrontato sempre e solo con l’amore. Perchè l’amore e il coraggio sono le uniche armi che abbiamo per sopravvivere in questo momento di grande crisi, dove tanti Barabba cercano di controllare la nostra esistenza. Ma la nostra vita la controlliamo noi... soltanto noi. Non piegatevi mai al compromesso. Andate avanti sorridendo, tenendo stretta la calma, la leggerezza, la spensieratezza e la rabbia con cui siete cresciuti. Con cui state crescendo".










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