La cantante sarà accompagnata sul paclo del Forum di assago anche dalla figlia di 14 anni. Il sogno resta di poter suonare nella 'sua' Cuba, ma solo quando non ci sarà più il regime
Milano, 15 luglio 2009 - È considerata la risposta latina a Madonna; un’incona che vanta una carriera di 24 album e oltre 70 milioni di dischi venduti; un’artista capace di comporre hit di successo per altre colleghe come Jennifer Lopez e Shakira. Ma, soprattutto, è una cantante che manca da 13 anni dall’Italia.
Considerato tutto questo, l’appuntamento di domani nel cartellone di Latinoamericando Expo a Milano con Gloria Estefan ha il sapore di un’occasione. A guardarlo attraverso questo filtro anche il Comune di Milano che, tramite dell’assessore agli eventi, Giovanni Terzi, ha voluto omaggiare la star latina di un riconoscimento.
L’artista ha annunciato che in futuro continuerà a suonare e a incidere, ma per eventi e concerti speciali, rinunciando così alle fatiche dei tour. Al Forum di Assago sarà accompagnata dalla figlia Emily, di appena 14 anni.
Il vero sogno di Gloria Estefan, però, resta quello di poter suonare nella sua Cuba, magari in duetto con Celia Cruz, ma perché questo avvenga dovrà cadere il regime. "A Cuba non ci sono stati cambiamenti - ha affermato l’artista - Raul ha preso il posto di Fidel, ma il regime è sempre lo stesso. Hanno fatto riforme di facciata, ora dicono che puoi avere un cellulare o un computer, ma poi nessun cubano ha la possibilità di comprarli. Io mi auguro che il prima possibile si tengano elezioni libere: sarò contenta di qualunque risultato, purché sia una scelta libera del mio popolo".
All’orizzonte spunta, invece, un’ipotesi di album di Natale, magari di duetti, nel quale la coppia includerebbe volentieri la nostra Laura Pausini.
L’ultimo accento di precisazione è posto sulla figura di Che Guevara: la Estefan ha ricordato Santana andato ad aesibirsi a Miami indossando una maglietta con il guerrigliero boliviano ma, ha aggiunto, "si è scusato": "Per voi Che Guevara è un’icona modaiola, ma per molti cubani emigrati a Miami è chi ha ucciso i loro genitori".