I Phillies battono Tampa Bay per 4-3 e si aggiudicano il titolo della Major League Baseball. Dopo essere stata sospesa e poi rimandata, gli ultimi tre inning di gara 5 regalano l'anello alla squadra della Pennsylvania
New York, 30 ottobre 2008. Dopo un quarto di secolo e due gare rimandate per pioggia, Philadelphia torna sul tetto del mondo. I Phillies, battendo ieri sera Tampa Bay per 4-3, sono i nuovi campioni della Major League Baseball. La squadra della Pennsylvania si è portata a casa la World Series in cinque partite, concedendo ai Rays il punto della bandiera nel secondo match.
“Giochiamo in una città tosta e ne vado fiero”, ha commentato al termine dell’incontro Pat Burrell, il giocatore con più presenze nei Phillies. “Sono orgoglioso di indossare questa maglia. Nessuno dei miei compagni può capire meglio di me come pensa la gente che abita qui. Essere capaci di regalarle il titolo è una cosa meravigliosa”. L’ultima volta che Philadelphia aveva vinto il titolo era stato nel 1980. Nella storia della franchigia, che ha spento quest’anno 125 candeline, si tratta del secondo anello.
Al Citizens Bank Park la partita è ricominciata là dove si era interrotta lunedì: al sesto inning sul punteggio di 2-2. Dopo un turno in cui entrambe le squadre vanno a vuoto, Geoff Jenkins – grazie a un singolo di Werth – segna il primo punto per i Phillies. Lo stadio è in delirio, ma il silenzio cala immediatamente. Hamels, il miglior giocatore della serie, viene sostituito sul monte di lancio da Ryan Madson, che si fa sorprendere dalla battuta di Rocco Baldelli. E’ home run per Tampa Bay. Il punteggio torna sul 3-3. Poi è di nuovo gioia: sul singolo di Pedro Feliz, Bruntlett corre come se avesse le ali ai piedi e riporta i Phillies in testa per 4-3. A questo punto tutte le speranze sono affiodate al closet Brad Lidge, che con i suoi lanci bassi e potenti annulla l’attacco dei Rays e mette fine a una partita durata la bellezza di 50 ore.
“Sono felice di essere riuscito a fare tutto quello che ho fatto – ha sottolineato Lidge, che in tutte e 48 le occasioni in cui doveva chiudere una partita non ha mai fallito – perché la squadra era pronta a farlo”. La festa sul capo è durata più di due ore, con uno scatenato Harry Kalas, il giornalista televisivo di “Hall of Fame”, che cantava a squarciagola “High Hopes” per i tifosi. Oggi a Philadelphia il party continuerà con la parata su Broad Street.
Luca Bolognini
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