Bloomberg vuole combattere inquinamento e sprechi con una tassa di 5 centesimi sui sacchetti di plastica. L’iniziativa garantirà un introito 16 milioni di dollari all’anno
New York, 8 novembre 2008. Ogni anno i negozi della città distribuiscono ai propri avventori più di 1 miliardo di borsine. Tonnellate e tonnellate di plastica sono destinate a inquinare le strade e a danneggiare l’ambiente. Negli Stati Uniti, infatti, solo lo 0.6% delle buste della spesa viene riciclato. Per disincentivare l’uso dei sacchetti usa e getta ed educare cittadini e commercianti di New York al rispetto dell’ambiente, l’ufficio del sindaco sta studiando una misura per applicare un balzello extra di 5 centesimi di dollaro per ogni borsina che viene utilizzata. Questa proposta, secondo le previsioni di Bloomberg, garantirà inoltre ossigeno alle casse del municipio, grazie ad un introito annuo stimato in 16 milioni di dollari.
“I prezzi degli alimentari sono altissimi - protesta sulle pagine del Daily News Clemelda Gibson, 39 anni - e ora dovremmo anche pagare per le borsine?. Dovrebbero cercare di trovare idee e soluzioni, non solo stabilire nuove tasse”. I cittadini, secondo il progetto del dipartimento dell’ambiente saranno incentivati a usare borsine riciclabili, da portare con sé ogni volta che si va a fare la spesa. “Speriamo che questa tassa cambi le abitudini delle persone”, ha spiegato al popolare quotidiano Rohit Aggarwala, capo dell’ufficio affari ambientali del municipio.
I dettagli dell’iniziativa però sono ancora allo studio. In particolare bisognerà evitare che l’imposta sui sacchetti di plastica abbia un effetto controproducente. La nuova tassa rischia infatti di favorire l’uso di buste di carta, contribuendo così al fenomeno del disboscamento.
Paolo Sabatini
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