Anche Bill Clinton presente alla cerimonia in ricordo del senatore assassinato che garantì il diritto di voto agli afro-americani.
di Dalila Pasotti
New York, 19 novembre 2008. A 40 anni dal suo omicidio, New York ha ricordato il senatore Robert Fitzgerald Kennedy intitolando alla sua memoria il Triborough Bridge. Al taglio del nastro all’Astoria Park nel Queens erano presenti il sindaco Michael Bloomberg, il governatore David Paterson e l'ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton. Diversi gli esponenti della famiglia Kennedy intervenuti. Tra questi anche la figlia Kerry, fondatrice del “RFK Center Of Human Rights”, centro studi per i diritti umani con sede anche a Roma. Per l’occasione il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha lodato con un messaggio il lavoro dell’“RFK Center”, istituto intitolato alla memoria di un uomo che ha ricordato come “sempre impegnato contro ogni forma di discriminazione”.
Un gran galà di beneficenza organizzato al Chelsea Piers ha concluso le celebrazioni. In lista sulla lunga passerella diverse celebrità di Hollywood impegnate sul fronte dei diritti umani e della giustizia tra cui Mia Farrow, Alec Baldwin, Glenn Close, Debra Winger e la protagonista di “Sex & the City” Sarah Jessica Parker. Attesissimo Andrea Bocelli, chiamato per concludere la serata con l’esecuzione di ”Ave Maria” di Schubert e “My Way”.
Il Triborough Bridge, diventato oggi Robert Kennedy Bridge, ogni anno è attraversato da 65 milioni di persone. Dal 1936 simboleggia l’unione tra la lussuosa isola di Manhattan e i sobborghi del Queens e del Bronx, quartieri popolati dalle più diverse etnie. Kerry Kennedy ha tenuto a sottolineare che questa divenne una delle colonne portanti dell’attività politica di suo padre: appianare le discriminazioni razziali. Fu proprio grazie al contributo del senatore di New York che nel 1965 venne approvato il “Voting Right Act” che diede alla popolazione afro-americana il diritto di voto. Oggi, 40 anni dopo, grazie anche al lavoro e al sacrificio di Robert Kennedy, gli Stati Uniti aspettano che il primo presidente di colore si insedi alla Casa Bianca il 20 gennaio.
Dalila Pasotti
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