Il motore di ricerca ha digitalizzato milioni di riviste e le ha aggiunte alla sua sezione dedicata ai libri. Mancano ancora alcuni tra i magazine più letti, ma sembra difficile che le case editrici - in un momento di crisi senza precedenti - possano resistere alle sirene
di Luca Bolognini
New York, 10 dicembre 2008. La biblioteca di Google aggiunge qualche tonnellata di volumi. Il motore di ricerca più famoso del mondo ha infatti digitalizzato milioni di articoli scritti per alcuni dei più prestigiosi magazine americani.
Le pagine del New York Magazine, di Ebony e perifino di Popular Mechanics sono state inserite nell'archivio del search engine. Per consultarli basta entrare nella sezione Libri, dove per il momento sono stati catalogati. La navigazione è semplice: è sufficiente un clic sulla copertina di un periodico per sfogliare il suo contenuto. I settimanali e i mensili sono stati inseriti così come erano stati pubblicati, con tanto di pubblicità.
Se cercate un argomento specifico, nessun problema: ogni articolo è stato etichettato per rendere più facile la caccia all'informazione. Come se non bastasse, attraverso Google Maps è possibile visualizzare i luoghi che sono citati nei magazine.
Per il momento mancano ancora molti dei periodici più letti. Fortune, Sports Illustrated, New Yorker, Vogue e Newsweek devono ancora trovare il loro spazio tra gli scaffali virtuali della biblioteca di Google. Ma sembra difficile che le case editrici, che stanno affrontando una crisi senza precedenti, possano resistere alle sirene di Mountain View. Ad esempio Time, che non è ancora presente in catalogo, ha già raggiunto un accordo con il motore di ricerca. “Se un giorno la stampa dovesse morire - scrive Erick Schonfeld su TechCrunch.com - almeno ci sarà una copia digitale di tutta questa storia su Google”.
Luca Bolognini
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