Il prossimo anno aprirà uno spazio dedicato alla storia del crimine organizzato nella città dei casinò. E' un investimento da 50 miliondi di dollari. Il suo principale sponsor è il sindaco Oscar Goodman, che in passato è stato il legale di alcuni "uomini d'onore"
di Luca Bolognini
New York, 16 dicembre 2008. Bugsy, Moe e Tony “la Formica” come le “Tre grazie” di Raffaello. E' questa la scommessa di Las Vegas, che ha deciso di puntare 50 milioni di dollari sulla costruzione di un museo che racconti la storia della città e dei criminali che l'hanno costruita.
Difficilmente il nuovo spazio attrarrà lo stesso numero di visitatori che ogni anno affolla le sale del Musée Condé di Chantilly, dove si trova l'opera del pittore italiano, ma il vecchio tribunale e l'ufficio postale di Las Vegas, che tra un anno diventeranno il “Las Vegas Museum of Law Enforcement and Organized Crime” promettono di generare un discreto giro d'affari.
Secondo il sindaco, la scelta è un omaggio del tutto appropriato ai “fondatori occulti” della città, che deve il suo sviluppo a una lunga serie di “uomini d'onore”. Furono loro, infatti, a costruire i primi casinò negli anni Quaranta e a finanziare lo sviluppo edilizio degli anni Ottanta, quando avvenne il passaggio di consegne tra mafia e grandi corporation. “Se non avessimo avuto i gangster alle spalle, saremmo finiti come a El Paso”, ha commentato Oscar Goodman, il primo cittadino.
E se lo dice lui, bisogna crederci, visto che il sindaco è uno che di gangster ha una certa esperienza. Goodman, 69 anni, è infatti stato l'avvocato difensore di alcuni uomini di spicco del crimine organizzato, fra cui Anthony "Tony the Ant" Spilotro - un duro di Chicago, a cui si ispirò Joe Pesci per il suo personaggio nel film Casino del 1995. Anche Frank "Lefty" Rosenthal, il direttore dello Stardust e di altre proprietà, è stato un suo cliente “Se avessi veramente saputo chi stavo rappresentando – scherza il sindaco oggi - avrei fatto pagare loro una parcella molto più salata”.
Il primo cittadino ha spinto per la realizzazione del museo fin da quando è stato eletto nel 1999. Nelle sale, che saranno tutte interattive, verrà sviluppato anche il punto di vista delle forze dell'ordine. Una sezione sarà dedicata a come il crimine organizzato si è diffuso negli Stati Uniti e del perché molte famiglie abbiano scelto Las Vegas come base dei loro affari.
Il direttore creativo del museo, Dennis Barrie, è lo stesso che ha progettato la Rock and Roll Hall of Fame a Cleveland e il museo internazionale dello spionaggio a Washington, D.C. “Perché fare un museo sulle spie o sul rock? Perché – ha affermato - sono parte della nostra cultura. La stessa cosa può dire del crimine organizzato”.
Luca Bolognini
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