Un numero crescente di grandi magazzini, tra cui Wal-Mart e General Mills, incoraggiano gli internauti a scrivere a commentare sul web la qualità dei prodotti acquistati e a condividere le proprie preferenze. Questo strategia di marketing costa poco e rende molto
di Luca Bolognini
New York, 5 maggio 2009. In tempi di recessione, la pubblicità si fa su Facebook o Twitter perché costa meno. È questo il dato più rilevante dello studio pubblicato oggi dalla Forrester Research, condotto per conto di Shop.org, la divisione della National Retail Federation americana che si occupa di Internet.
Un numero crescente di grandi magazzini, tra cui Wal-Mart e General Mills, incoraggiano gli internauti a scrivere a commentare sul web la qualità dei prodotti acquistati e a condividere le proprie preferenze. "Sono come degli ambasciatori", ha spiegato Scott Silverman, direttore esecutivo di Shop.org.
Sviluppare una strategia di marketing sui siti di social networking richiede qualche piccolo investimento a livello di personale, ma molti rivenditori vedono grandi possibilità nel diffondere a basso costo un messaggio positivo sul loro marchio. "Tutti avvertono la potenzialità di questi nuovi mezzi - ha sottolineato Silverman - e vogliono essere della partita".
Per i web-commercianti, lo strumento principe di vendita rimane l'e-mail, che viene usata sempre di più per raggiungere un tipo di cliente specifico, basandosi sulle sue preferenze e sui suoi acquisti passati.
L'analisi, condotta su 117 aziende che vendono prodotti online, ha rivelato una contrazione sul fronte delle assunzioni e spese sempre più alte per quanto riguarda le tecniche di marketing per raggiungere i propri clienti. Secondo lo studio dell'associazione dei commercianti Usa, coloro che hanno ottenuto buoni risultati negli scorsi mesi, investiranno ancora di più nell'e-commerce.
In generale, la crisi non ha intaccato troppo l’e-business: "Si può dire con sicurezza che le vendite online continuano a essere un fiore all’occhiello dell'economia". La media di acquisti è calata, ma il numero di clienti è aumentato. Secondo le previsioni, nel 2009 il giro di affari varrà 155,1 miliardi di dollari, con una crescita dell'11% rispetto al 2008.
Luca Bolognini
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