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DAL PALAZZO DI VETRO

Usa nel Consiglio per i diritti umani
Obama si smarca ancora da Bush

Non è un plebiscito ma poco ci manca. Di sicuro è un voto che segna una grande svolta. L’America di Barack Obama dopo esserne uscita 3 anni fa con sdegno è stata eletta con 167 voti su 192 votanti nel Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite...

                                                            di Giampaolo Pioli

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Susan Rice New York, 13 maggio 2009. Non è un plebiscito ma poco ci manca. Di sicuro è un voto che segna una grande svolta. Ieri, l’America di Barack Obama dopo esserne uscita 3 anni fa con sdegno è stata eletta con 167 voti su 192 votanti nel Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite.

 

Insieme agli Usa ci sono anche altri 18 paesi tra i quali Cina, Cuba, Arabia Saudita tutti nel mirino degli attivisti per i diritti umani. "Critichiamo in parte ancora il Consiglio - ha detto l’ambasciatore Usa all’Onu Susan Rice - ma non ci saremmo candidati se non fossimo convinti che potremo svolgere un ruolo importante e fare la nostra parte. Ci sono paesi che non rispettano questi diritti e anche noi abbiamo commesso degli errori ma ci stiamo aprendo ad una nuoca era di impegno".

 

Per Obama significa adesso che anche il problema delle torture potrebbe venir esaminato dal Consiglio stesso, ma la sfida americana guarda più in alto e si propone di arrivare a una vera e propria riforma di questo organismo, che vede 47 paesi eletti e dovrà presentare a breve un progetto di radicale trasformazione anche se è stato inaugurato nel 2006 in sostituzione della screditatissima Commissione per i Diritti Umani, della quale erano membri attivi sia lo Zimbabwe che il Sudan.

 

"L’Italia si candiderà per il triennio 2011-2014 – dice l’ambasciatore all’Onu Giulio Terzi - ma abbiamo già fatto sapere che siamo pronti a collaborare fin da subito anche sul piano bilaterale all’interno del Consiglio". Nello stesso organismo l’America sarà seduta al fianco di Cuba e proprio da queste operazioni di disgelo sui diritti umani potrebbe partire una nuova stagione di dialogo tra i due paesi. Con l’ingresso degli Stati Uniti il Consiglio improvvisamente aumenta di peso perchè "i diritti umani – sostiene Obama - sono e diventeranno un elemento essenziale nella politica estera della Casa Bianca".

 

La candidatura non è stata affatto gradita dai conservatori Usa e dalle associazioni ebraiche che dicono: "È come salire sul Titanic dopo che ha sbattuto contro l’iceberg. L’unico paese che è stato condannato è stato Israele, mentre Cina Sudan o Cuba hanno solo ricevuto vaghi rimproveri".

Giampaolo Pioli

 

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