La “rivoluzione verde” intrapresa da Obama e il “pragmatismo di Berlusconi” potrebbero essere i due grimaldelli per riuscire a sbloccare i negoziati internazionali sul clima. Secondo Stefania Prestigiacomo, a New York per i lavori della Conferenza mondiale per lo sviluppo sostenibile all’Onu...
di Giampaolo Pioli e Luca Bolognini
New York, 13 maggio 2009. La “rivoluzione verde” intrapresa da Obama e il “pragmatismo di Berlusconi” potrebbero essere i due grimaldelli per riuscire a sbloccare i negoziati internazionali sul clima. Secondo Stefania Prestigiacomo, da ieri a New York per i lavori della Conferenza mondiale per lo sviluppo sostenibile all’Onu, le posizioni della nuova amministrazione Usa, confermate anche nella riunione del Major Economy Forum che si è tenuto a Washington a fine aprile, hanno fatto segnare concreti passi avanti.
Ma per arrivare a un accordo, la posizione dell’Italia sarà fondamentale: ieri, il segretario generale delle Nazioni Unite ha incontrato il ministro dell’Ambiente, per dirle che il G8 dell’Aquila è considerata una “tappa strategica e cruciale” e che Silvio Berlusconi dovrà “assumere in questa fase un ruolo da leader”, per risolvere i contrasti sull’ambiente. In un colloquio al Palazzo di Vetro, il numero uno dell’organizzazione internazionale ha “riconosciuto il pragmatismo del premier italiano” e ha chiesto a Roma di “spendersi a luglio per sbloccare una situazione di stallo che va avanti ormai da molti anni”.
I segnali per un’eventuale ammorbidimento delle posizioni, secondo la Prestigiacomo, si sono registrato negli ultimi mesi con l’individuazione dei punti negoziali. “Occorrerà fissare obiettivi sulla riduzione dei gas serra nel medio periodo. Inoltre - ha spiegato il ministro - deve essere rivisto il meccanismo dei finanziamenti ai Paesi in via di sviluppo: ci vuole una governance internazionale”.
Oltre all’ambiente, il ministro ha fatto un piccolo excursus sul tema dei respingimenti. La Prestigiacomo si è detta sorpresa per lo spazio che i giornali italiani hanno dedicato alle frasi del segretario generale Ban Ki Moon sul tema: “Abbiamo parlato per 40 minuti ed è singolare che non mi abbia espresso alcuna preoccupazione per le azioni del governo in tema di immigrazione. Avere davanti un ministro italiano era un’ottima occasione per esprimere la sua opinione, invece non ha fatto nemmeno un minimo accenno alla problematica".
Giampaolo Pioli e Luca Bolognini
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