Il presidente della Repubblica sottolinea l'importanza della partecipazione degli atleti italiani ai Giochi olimpici che si tengono a Pechino. Poi consegna la bandiera tricolore ad Antonio Rossi
Roma, 7 luglio 2008 - "La speranza e' quella di replicare i risultati degli ultimi 15 anni". E' l'augurio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che nei giardini del Quirinale ha ricevuto una delegazione della squadra azzurra che ad agosto prendera' parte alle Olimpiadi di Pechino. "La squadra italiana e' presente con un grande numero di atleti in quasi tutte le discipline - ha detto Napolitano - Piu' di altri paesi, anche piu' grandi e piu' ricchi. Il motto olimpico dice che l'importante non e' vincere ma partecipare, eppure la partecipazione italiana e' una prova di una prima vittoria, costruita con anni di partecipazione e con il superamento delle prove di qualificazione. E' la conferma del successo dell'intero movimento sportivo italiano".
"Il sistema sportivo italiano attende l'individuazione di nuove forme di finanziamento automatico - ha detto ancora - L'ho detto e lo ripeto, anche se ho soltanto il potere di auspicarlo. Non ci resta che seguirvi nelle vostre prove". Poi Napolitano risponde simpaticamente con una battuta al presidente del Coni, Gianni Petrucci, che nel suo intervento aveva chiesto il diritto alla sconfitta: "Non nego questo vostro diritto, pero' preferisco usare il termine 'non vittoria'". Nel finale della cerimonia, poi, un divertente fuori programma, con Petrucci tornato sul palco per consegnare al presidente della Repubblica la felpa degli azzurri con la scritta Giorgio invece del cognome: "Perche' il mio cognome e' troppo lungo!", ha risposto la massima carica dello Stato.
"Il mio ideale olimpico e' la Vezzali. Grande campionessa e mamma al tempo stesso". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a margine dell'incontro al Quirinale con una delegazione della squadra azzurra che andra' ai Giochi di Pechino. Il presidente, dopo i discorsi ufficiali, si e' complimentato e ha brindato, tra gli altri, con il calciatore Nocerino, con la squadra di ginnastica ritmica (con cui Napolitano si e' informato del programma delle gare) e con Luca Pancalli, presidente del Comitato paralimpico.
Poi l'incontro con il presidente della Figc, Giancarlo Abete. "Mi dispiace che agli Europei non siamo riusciti a ripetere la finale di due anni fa al Mondiale", gli ha detto Abete. "Dispiace anche a me, cosi' pero' non ho dovuto fare i salti mortali per venire - ha risposto Napolitano - perche' il giorno della finale avevo un altro impegno. Ma se ci fossimo arrivati avrei trovato il modo di esserci...". "Ho visto il re Juan Carlos di Spagna qualche giorno prima della finale - ha poi aggiunto - e gli ho dato la mia solidarieta' per la sfida. Speriamo che gli alleati tedeschi non lo vengano a sapere...".
ANTONIO ROSSI
La bandiera dell'Italia in mano, appena consegnatagli dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. A sventolarla e' piu' il vento di un quasi paralizzato Antonio Rossi, visibilmente emozionato. Quasi incredulo mentre guarda un corazziere portare il tricolore a Napolitano e poi il Presidente passarlo a lui tra baci e strette di mano. Rossi sara' il portabandiera dell'Italia alle Olimpiadi di Pechino. "Una grande responsabilita - dice il canoista - sento il peso, ma non in senso negativo. Il peso buono di rappresentare l'Italia nel mondo. Ma certo non sono mica solo... Il nostro obiettivo, quello di tutti gli azzurri, sara' portare l'Italia tra le prime dieci nazioni per numero di medaglie conquistate". "Quando mi hanno dato la divisa olimpica - ha aggiunto Rossi - era come se fosse Natale. Guardavo la tuta, immaginavo come sara' a Pechino. Per me sara' la quinta Olimpiade, parto con tanto entusiasmo, pensando anche al bronzo di circa un mese fa agli Europei".