La 'prelibatezza' è off limits nel villaggio olimpico e sconsigliata nei menù dei ristoranti "per non urtare la sensibilità di atleti e turisti"
PECHINO, 11 luglio 2008 - Carne di cane al bando in tutti i ristoranti del villaggio olimpico. Lo hanno deciso le autorità cinesi "per non urtare la sensibilita' di atleti e turisti stranieri". Fuori dal villaggio il piatto cinese - da molti considerato una vera prelibatezza - potrà essere presente nei menù anche se viene caldamente 'sconsigliato', almeno nel mese delle olimpiadi.
A dare la notizia è la Coldiretti, che nel contempo lamenta una scarsa diffusione del Made in Italy durante le olimpiadi a causa delle molte barriere commerciali ancora presenti alle esportazioni.
La campagna cinese - aggiunge Coldiretti - ricorda gli sforzi compiuti dalla Corea del Sud per vietare il popolare consumo di carne di cane durante le Olimpiadi di Seul del 1988, a seguito delle feroci critiche degli animalisti.
Quello della difficoltà di trovare cibo Made in Italy - insiste Coldiretti - è un evidente paradosso soprattutto alla luce delle grande diffusione di imitazioni sugli scaffali cinesi dei prodotti alimentari dove il falso Made in Italy e' arrivato spesso prima di quello originale e rischia di comprometterne la crescita.