Il portabandiera azzurro ha aderito all'iniziativa "A wisp for" (una ciocca per) di una giovane regista. Che spiega: ''Manderemo tutte le ciocche che stiamo raccogliendo al consolato cinese"
MILANO, 17 luglio 2008 - Prima propone autonomamente il braccialetto pro Tibet, poi abbraccia l'idea della giovane regista Cinzia Pedrizzetti - che da qualche tempo raccoglie ciocche di capelli agli atleti olimpici - e si taglia un ciuffo dalla testa. Il portabandiera azzurro Antonio Rossi davvero non arrestra davanti a nulla, pur di testimoniare la sua vicinanza al popolo tibetano.
Il taglio autoinflitto risale a sabato, e - prontamente ripreso - è andato ad aggiungersi ai molti video raccolti e immessi su YouTube dagli ideatori dell'iniziativa, intitolata 'A wisp for - A peaceful act for a peaceful solution' ('Una ciocca per - Un gesto pacifico per una soluzione pacifica').
Ma Rossi ha fatto di più: ha convinto i suoi compagni della nazionale olimpica di canoa e kayak. Nel ritiro in Val Senales, dove è stato immortalato il suo gesto, si è prestato anche a tagliare una ciocca dalle ascelle del collega Luca Piemonte, membro del K4 completamente calvo, che aveva qualche difficoltà ad aderire all'iniziativa.
''Manderemo tutte le ciocche che stiamo raccogliendo al consolato cinese - ha spiegato Cinzia Pedrizzetti - E' un gesto che ricorda quello dei monaci tibetani, che si rasano completamente per testimoniare il loro abbandono delle cose materiali, e abbiamo pensato di coinvolgere gli atleti per far capire che lo sport e' per la pace e che non e' vero che nessuno si sta accorgendo della situazione in Tibet''.