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Speciale Olimpiadi Pechino 2008

VERSO PECHINO 2008 / IL CIO

Iraq escluso dalle Olimpiadi
'Troppe interferenze del governo'

Lo scorso 21 maggio il governo di Bagdad aveva sciolto con un decreto l'intero comitato olimpico nazionale per rimpiazzarlo con un nuovo organismo diretto dal ministro delle politiche giovanili e dello sport

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olimpiadi di pechino Bagdad, 24 luglio 2008 - Il Cio ha confermato l'esclusione dell'Iraq dalle Olimpiadi di Pechino, spegnendo definitivamente le speranze dei sette atleti iracheni di volare in Cina il prossimo agosto.

 

Il comitato olimpico internazionale ha inviato una lettera, datata 23 luglio, al ministro iracheno delle politiche giovanili e attività sportive, Jassim Mohammad Jaffer, per confermare la decisione presa a giugno di vietare la partecipazione ai Giochi agli atleti iracheni. "Nonostante tutti gli sforzi del Cio e del comitato olimpico asiatico di trovare una soluzione positiva con il governo iracheno, abbiamo il rammarico di informarvi che la decisione del comitato esecutivo del Cio, del 4 giungo 2008, di sospendere il comitato olimpico nazionale iracheno è confermata", si legge in una copia della lettera in possesso della France Press.


Il Cio decise di sospendere il comitato olimpico
iracheno in seguito alle continue "interferenze" del governo iracheno all'interno del movimento sportivo del paese. Lo scorso 21 maggio il governo di Bagdad aveva sciolto con un decreto l'intero comitato olimpico nazionale per rimpiazzarlo con un nuovo organismo diretto dal ministro delle politiche giovanili e dello sport. Il 5 giugno l'Iraq aveva annunciato l'intenzione di presentare un ricorso contro la decisione.

 

ATLETI IN LACRIME

Baghdad era riuscita a conquistare sette piazzamenti per altrettanti atleti per Pechino 2008.  «È la decisione finale, non ci sono vie di appello», ha detto il segretario generale della commissione olimpica irachena, Hussein al Amidi. «È un brutto colpo per la reputazione internazionale dell'Iraq, per i suoi atleti e per la sua gioventù», ha lamentato. «Gli atleti -ha raccontato al Amidi- li ho avvertiti proprio mentre si stavano allenando e sono rimasti sconvolti. Mi hanno richiamato, e piangevano».
Una reazione di solidarietà con Baghdad è arrivata dalla Casa Bianca. «Gli atleti iracheni -ha detto la portavoce, Dana Perino- si sono allenati duramente e stavano finalmente per rappresentare una nazione che oggi è libera e sovrana, e impegnata a costruire la sua democrazia. Adesso sono dispiaciuti e noi siamo rammaricati esattamente come loro».

Il rifiuto del Comitato Olimpico internazionale di ammettere alle Olimpiadi di Pechino la rappresentanza irachena costituisce "un colpo per il Paese e per la sua reputazione internazionale, per i suoi atleti e per la sua gioventù":ha affermato il segretario del Comitato Olimpico iracheno, Hussein al Amidi.

 


Dopo Tibet e diritti umani, l'Olimpiade cinese rischia ora un'altra tegola diplomatica, questa volta causata dal Cio che ha ritenuto l'attuale comitato iracheno eccessivamente influenzato dall'esecutivo di Baghad, che due anni fa aveva provveduto alla sua nomina d'ufficio dopo aver definito "corrotto e non funzionale" l'organismo precedente.


Va anche detto che il governo iracheno si era trovato davanti a una situazione poco usuale, dato che i componenti del precedente comitato - eletto nel 2004 secondo gli statuti del Cio - erano stati sequestrati nella capitale nel luglio del 2006 e da allora non se ne hanno più notizie.


La decisione del Cio, come ha confermato Al Amidi - le cui dichiarazioni sono state riportate dalla Bbc - deve considerarsi definitiva e non è prevista alcuna possibilità di ricorso: "Gli atleti mi hanno telefonato ed erano sconvolti, si sono messi a piangere". La rappresentanza irachena comprendeva sette atleti: due canoisti, un arciere, un sollevatore di pesi, un lottatore di judo e due corridori.