La campionessa esclusa da Pechino 2008 senza un perché. Sabato scorso aveva vinto il quinto titolo italiano nei 400 ostacoli. Ha scritto a Petrucci e Arese, non ha avuto risposte: "Sono incredula, ma io non mollo"
PERUGIA — NON SI PLACA la rabbia, e l’incredulità, di Benedetta Ceccarelli, che sabato scorso a Cagliari si è laureata campionessa italiana dei 400 metri ostacoli per la quinta volta consecutiva, per la sua esclusione dalle Olimpiadi di Pechino. Esclusione per certi versi assurda ed incomprensibile visto che Benedetta aveva tutte le carte in regola come stabilito dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera.
Per partecipare ai Giochi nella specifica disciplina dei 400 ostacoli due erano le possibilità: realizzare il minimo A, che la Fidal aveva fissato in 55” 60 centesimi, oppure il minimo B, 56” 60 centesimi, a patto che rientrasse tra i primi 24 tempi mondiali stagionali.
AL GOLDEN GALA di Roma l’undici luglio scorso la Ceccarelli ha ottenuto un brillante quinto posto, c’erano quasi tutte le migliori, e con esso ha fatto segnare un discreto, ma valido 56” netti che, guarda caso, è il 23esimo tempo mondiale stagionale.
Quindi la Ceccarelli era perfettamente in regola tanto che la Fidal nazionale l’aveva inserita lunedì scorso nella lista dei partenti per Pechino.
E qui scatta il fatto clamoroso, inconcepibile, difficilmente spiegabile se non con l’arroganza del Coni che si era riservato, come in precedenti occasioni e per lo stesso motivo, Olimpiadi, di dare il parere finale. Ed infatti la ragazza, che corre per i colori dell’Arma dei Carabinieri, è stata esclusa dal viaggio per Pechino. Motivazioni ufficiali? Per il momento non si conoscono.
TRA L’ALTRO, ed è storia di l’altro ieri, l’ostacolista di Perugia ha inviato una lettera sia a Petrucci, presidente nazionale del Coni, che ad Arese, presidente nazionale della Fidal, ma per ora nessuna risposta.
Anzi, ieri, il tecnico della nazionale di Atletica Leggera Nicola Silvaggi ha chiamato la Ceccarelli scusandosi per l’accaduto e dicendo che non è stata certo colpa della Fidal se è stata esclusa dalle Olimpiadi. Persone che conoscono le vicende del Coni molto da vicino lasciano trapelare invece qualcosa come «La Ceccarelli era in lista sì, ma se serviva togliere qualcuno dell’Atletica Lei era la prima». Insomma il solito inciucio all’italiana quando, invece di dare una risposta plausibile e certificabile, si finisce con l’incolparci gli uni contro gli altri in modo da non affrontare il problema nella sua specificità.
GIOVEDI’ POMERIGGIO la Ceccarelli accompagnata dal suo allenatore perugino Sauro Mencaroni si è recata da un legale per fare ufficialmente ricorso.
«Sono amareggiata ed incredula — ha detto la campionessa italiana dei 400 ostacoli —, ma non mollo. Continuerò ad allenarmi ancora con maggior determinazione».
Intanto ha fatto richiesta per una corsia al Grand Prix di Monaco-Montecarlo di martedì prossimo.
di SERGIO PIOPPI