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Speciale Olimpiadi Pechino 2008

NUOTO & COSTUMI

Quando la tecnologia fa crack

          

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Federica Pellegrini Roma, 16 agosto 2008 - Italiani bocciati alla prova costume. Niente paura: non si tratta dell’ennesimo allarme-obesità lanciato dai nutrizionisti del nostro Paese, né della pubblicità dell’ennesimo prodotto dietetico dagli effetti mirabolanti. Gli italiani in questione sono alcuni degli azzurri impegnati, alle Olimpiadi di Pechino, nelle diverse specialità del nuoto. Il dorsista Mattia Aversa, il ranista Paolo Bossini e Mattia Nalesso, primatista italiano dei 50 mt farfalla, hanno dovuto fare i conti con i “dolori” del supercostume, che pure tanti record sta contribuendo a sgretolare.

 

Il 22enne napoletano Mattia Aversa è sceso in acqua nelle qualificazioni dei 100 dorso. Lui è uno leggero e del jacket poteva pure farne a meno: se né reso conto solo dopo. “Mi entrava acqua sin dalla seconda virata, era la prima volta che lo usavo” ha dichiarato a caldo. Nessun rimpianto, però: “Sono contento e non posso reclamare niente”. Viva lo spirito olimpico.

 

Da un’imbarcazione allagata a un paracadute afflosciato. Così si sentiva Paolo Bossini, durante la finale dei 200 rana, conquistata con una batteria eccellente (per una decina di minuti il suo 2’08”98 è stato record europeo e olimpico) e una semifinale sofferta, ma volitiva. “Forse devo dare un pò di colpa a questi costumi - ha spiegato ai microfoni di Rai sport - oggi forse non era la taglia giusta, era come un paracadute in acqua, mentre ieri mi dava leggerezza. Non voglio fare polemiche perché ero contento per questo costume e penso che sia il migliore del mondo - ha proseguito - ma forse ho sbagliato la taglia. Preso dall'euforia della gara non ci ho fatto molto caso. E' andata così, un motivo in più per arrivare alla prossima Olimpiade”.

 

Problema inverso per Mattia Nalesso, primatista italiano nei 50 farfalla. E a lui è andata peggio. Ha indossato un costume taglia 22 invece di quello in dotazione, taglia 26, per scivolare meglio nel Cubo d’Acqua. In camera di chiamata, però, il costume, ha fatto “straaapp” e chissà che Nalesso non si sia sentito, per un attimo, il protagonista dello uno spot di un famoso detersivo. Era tutto vero: il veneziano ha provato a sostituirlo, ma non ha fatto in tempo e ha salutato la possibilità di giocarsi la semifinale.

 

Anche Federica Pellegrini e Alice Carpanese hanno avuto le loro noie con il costume. Ma se la prima si è qualificata comunque per una finale dei 200 sl che poi ha stravinto, con tanto di primato del mondo, la seconda è stata la frazionista più lenta della staffetta azzurra nella semifinale della 4x200 sl ed è stata la “prescelta” per far posto in finale ad Alessia Filippi. Maledetto supercostume...

di Antonino Palumbo

 

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