Nel canottaggio il quattro di coppia sale sul secondo gradino del podio, nella scherma i ragazzi del fioretto su quello più basso
Roma, 17 agosto 2008 - La leggenda è già in archivio, i libri di storia già riscritti e un giorno probabilmente troveremo il suo nome persino nel dizionario dei sinonimi, alla voce record. Da domani Michael Phelps ci mancherà, perché in fondo quel sorriso, mai eccessivo, sfoggiato ogni mattina sul gradino più alto del podio, si era trasformato in un appuntamento fisso, un'abitudine.
Oggi però il 23enne ragazzino del Maryland può fare armi e bagagli (magari un po' più ingombranti rispetto all'andata) e dedicare i prossimi giorni a fare spazio in casa alle otto medaglie d'oro conquistate nell'acqua del watercube di Pechino. Una in più di Mark Spitz che nel 1972 a Monaco si fermò soltanto, si fa per dire, a sette. Questa mattina l'ultimo acuto nella 4x100 misti, quasi una passeggiata dopo quel centesimo rifilato ieri nei 100 farfalla al croato Milorad Cavic, probabilmente ancora chino sul videoregistratore a cercare di capire il come e i perché della sconfitta.
Se gli Stati Uniti possono coccolarsi forse il più grande atleta di ogni tempo, poco più giù c'è un paese che si affaccia sul Mar dei Caraibi e che vanta orgogliosamente l'uomo e le donne più veloci del mondo. Ieri Usain Bolt, oggi un oro e due argenti nei 100 metri piani femminili di atletica leggera grazie a Shelley-Ann Fraser (neo-campionessa olimpica in 10"78) , Sherone Simpson e Kerron Stewart, queste ultime strette sul secondo gradino del podio in virtù di un incredibile ex-aequo. "We forward in this generation triumphantly" cantava Bob Marley ("Noi di questa generazione rivolta al trionfante futuro"), forse il manifesto migliore per un paese che vanta meno abitanti di Roma o Milano e una nuova generazione di campioni destinati a vincere a lungo.
Si smuove ancora il medagliere italiano: arrivano l'argento di Luca Agammenoni, Simone Venier, Rossano Galtarossa e Simone Ranieri nel quattro di coppia di canottaggio, e il bronzo della sciabola a squadre firmato da Aldo Montano, Luigi Tarantino e Giampiero Pastore. La giornata però è scivolata via sui rimpianti, a cominciare proprio dal metallo portato a casa dagli azzurri della scherma. L'11 a 3 subito da Diego Occhiuzzi nel suo ultimo assalto di semifinale con la Francia pesa troppo per non pensare a cosa sarebbe potuto accadere se al suo posto fosse stato schierato Pastore sin dall'inizio.
Le altre delusioni arrivano dagli sport di squadra: le ragazze del Setterosa di pallanuoto (campionesse olimpiche in carica) sono state eliminate ai quarti dall'Olanda ai rigori (13-11), ko anche le azzurre dell'Italvolley, quasi umiliate dal Brasile (25-16, 25-22, 25-17), ma almeno ancora in corsa per una medaglia.
C'è poi il bilancio complessivo del canottaggio (un solo argento, peggio di così solo a Mosca 1980) e il quinto posto di Tania Cagnotto nel trampolino 3 metri, piazzamento che non può far parlare di delusione, ma le ambizioni (dichiarate) erano altre. Dall'atletica arrivano invece due buone notizie: Christian Obrist si è qualificato per la finale dei 1.500 metri, mentre Filippo Campioli va avanti nel salto in alto.
Bene anche Clemente Russo, in semifinale (e dunque bronzo assicurato) nei pesi massimi della boxe grazie al 7-4 inflitto all'ucraino Aleksander Usyk. Sulla giornata resta poi anche il segno dell'etiope Kenenisa Bekele, oro nei 10.000 metri a quattro anni di distanza dal titolo conquistato ad Atene. Sfuma invece il sogno di Gebrselassie dopo le polemiche per la rinuncia alla maratona: ufficialmente paura dello smog, secondo i maliziosi solo un tentativo per concentrarsi sui 10.000.
Difficile poi dimenticare la vela e quella regata della classe 49er che ancora non ha visto assegnare le medaglie. Tra 'scuffie' (ribaltamenti dello scafo in acqua), vento forte e mare mosso, ancora non si hanno i nomi dei vincitori con i fratelli Sibello che sperano (per il bronzo) in una squalifica dell'equipaggio danese, reo di aver preso parte alla Medal Race con l'imbarcazione prestata loro dalla coppia Croata (già eliminata). Mentre l'America's Cup è ancora chiusa nelle aule di tribunale un altro brutto spot per una disciplina fra le più belle e spettacolari del panorama olimpico.