Il maratoneta azzurro, oro ad Atene 2004, confessa di avere il morale a terra. ""Questa sarà la mia ultima corsa internazionale, ci tenevo a presentarmi in modo più competitivo, è un peccato"
Pechino, 19 agosto 2008 - "Non so che cosa succederà da qui fino a domenica mattina, ma in questo momento ho il morale un po' a terra". Stefano Baldini, oro ad Atene nella maratona nel 2004, smorza sul nascere le speranze azzurre di un bis, intervenendo alla conferenza stampa della Federatletica a Casa Italia. "E' un piccolo infortunio - precisa il campione emiliano - ma mi impedisce di allenarmi da tre giorni e non posso allenarmi, meglio non rischiare perché una ricaduta mi impedirebbe di partecipare".
L'azzurro non nasconde il rammarico per un congedo che avrebbe preferito affrontare in altra condizione: "Corro in competizioni internazionali dal 1991, questa sarà la mia ultima corsa internazionale, ci tenevo a presentarmi in modo più competitivo, è un peccato, ma pazienza, finora le gioie che mi ha dato questo sport sono state superiori alle delusioni".
Baldini non dispera di sfoderare una prova d'orgoglio: "Preferisco non rischiare per tirare fuori tutto quel che ho domenica mattina". A chi gli chiede se non sia la volta buona per la vittoria di un atleta del Kenya, il campione azzurro ricorre alla statistica: "Hanno vinto tanto, ma finora non hanno mai conquistato un oro alle Olimpiadi. Per la legge dei grandi numeri, qui a Pechino per loro potrebbe essere la volta buona".