Gli Usa vincono 118-107 al termine di una gara più equilibrata del previsto: argento per i campioni del mondo. Wade miglior marcatore del match con 27 punti, per Bryant 20
Pechino, 24 agosto 2008 - Gli Stati Uniti hanno riconquistato la medaglia d'oro olimpica nel basket maschile vincendo il torneo dei Giochi di Pechino ad otto anni dall'ultima affermazione, ottenuta a Sidney 2000. In finale la selezione statunitense, bronzo ad Atene 2004, ha sconfitto i campioni del mondo in carica della Spagna per 118-107 con 27 punti di un decisivo Dwyane Wade, miglior realizzatore del match.
Nell'albo d'oro gli Stati Uniti, al tredicesimo titolo olimpico nel basket maschile, succedono all'Argentina, che oggi ha conquistato il bronzo battendo la Lituania. Wade, partito dalla panchina, ha segnato il match con 9/12 dal campo, 4/7 dalla linea dei tre punti, due assist e due rimbalzi. Tra le fila degli States in evidenza anche Kobe Bryant con 20 punti, LeBron James con 14 e Chris Paul e Carmelo Anthony con 13 punti a testa. Nella Spagna 22 punti di Rudy Fernandez, 21 di Pau Gasol e 18 di Juan Carlos Navarro. Bene anche Marc Gasol con 11 punti e cinque rimbalzi.
La Spagna inizia bene, soprattutto in attacco. I campioni del mondo accettano di mettere la partita su un ritmo elevato quanto il punteggio e a 5'56" dalla sirena del primo quarto si ritrovano sopra di quattro punti, con gli States già oltre i limiti del bonus di falli. La sterzata al match la dà però Wade, che dalla panchina entra e porta il 'Redeem Team' sopra di quattro lunghezze. L'ex Mvp delle finali Nba mette in piedi un vero e proprio show, piazza quattro liberi consecutivi ed una tripla chiudendo il primo parziale da vero protagonista della rimonta degli States, sopra di 7 punti (38-31 nei primi dieci minuti).
La Spagna, rimasta in partita grazie a Marc Gasol, inizia male il secondo periodo. James scarica su Bryant, che piazza la tripla del +10. Dwight Howard offre una chance di recupero alla Spagna con un fallo antisportivo, ma Pau Gasol fa zero su due dalla lunetta e sul possesso supplementare gli iridati rischiano la frittata: palla persa, Kobe ringrazia ed in contropiede centra la schiacciata del +12. La Spagna sistema la zona, approfitta della rotazione continua nel quintetto targato Nba e dimezza il gap. James dà spettacolo in contropiede con un'entrata da circo, ma 'King' LeBron manca il gioco da tre punti. Rimedia ancora lui, Wade, che ruba palla e schiaccia schiena al tabellone riportando gli States avanti di dieci. E' scatenato l'asso dei Miami Heat, che si esibisce anche in una tripla subito rintuzzata da un bel centro di Fernandez. Lo spagnolo poi va in lunetta e fa due su due per il +7, margine limato da un altro libero di Navarro. Dall'altra parte, però, si va avanti per inerzia. Deron Williams manca una tripla comoda ma ci pensa Chris Paul, che va in lunetta e mette due punti per il +8 con cui si va all'intervallo (69-61).
La volata inizia con una serie di sbavature tra gli statunitensi: Carmelo Anthony e James perdono palla, poi Kobe commette passi. La Spagna, -6 e palla in mano, si affida alla mano di Navarro, che entra, piazza due canestri e riduce il gap a quattro lunghezze. Quattro e mai due, perché i campioni del mondo sprecano sempre il pallone dello scarto minimo lasciando respirare i nipotini di Michael Jordan e 'Magic' Johnson, che con tre liberi su quattro ed un centro di Wade tornano sopra di dieci. La Spagna non molla e con una tripla di Fernandez ed una prodezza stile Nba di Gasol torna a farsi sotto, ma gli States tirano fuori le unghie tornando sul +9 con una schiacciata prepotente di Howard.
Il finale è elettrizzante: tripla di Fernandez, tripla di Kobe sul versante opposto. Proprio Bryant sembra chiudere il match con un altro canestro dall'arco, poi Carlos Jimenez risponde con la stessa moneta e sul rovesciamento di fronte Wade - l'eroe della finale - stampa la tripla del +7. La Spagna rifiuta di gettare la spugna fino al minuto conclusivo, che vede gli States chiudere i giochi con un determinante break di 4 punti firmato Kobe-Paul per il +10. Missione compiuta, l'oro torna agli States.