Sydney, 26 gennaio 2008 - Sono tanti, sempre di più. Tanto numerosi da avere addirittura sconfinato in una base militare di Canberra. In Australia è emergenza canguri, complici le condizioni di siccità che hanno spinto diversi esemplari ad addentrarsi in aree urbane alla ricerca di cibo. Ed ecco l'idea: somministrare all'animale simbolo della grande isola pillole contraccettive a misura di marsupiale. Per controllare il 'baby-boom' senza violenza, evitando di mettere mano ai fucili.
L'obiettivo, spiega al 'The Sydney Morning Herald' il ranger Don Fletcher, "è trovare un modo non letale per contenere i numeri di uno degli animali più amati in Australia". Secondo i report della Wildlife Protecion Society, infatti, nel Paese ci sono più canguri oggi di quanti ne trovarono i coloni europei nel 1788. Saltellando fino all'interno della base militare di Canberra, 3 mila esemplari hanno quindi rischiato di finire nel mirino di un gruppo di tiratori scelti già pronti all'azione. Un proposito che ha sollevato però le proteste delle organizzazioni animaliste, accendendo un dibattito spinoso conclusosi appunto con la trovata della pillola.
In passato questo tipo di soluzione è già stata utilizzata per i koala, altri beniamini degli australiani. Negli 'orsetti' divoratori di eucalipto il contraccettivo ha funzionato, e dopo i risultati positivi di alcuni test condotti sui canguri grigi orientali, gli esperti ritengono che la pillola potrà essere usata con successo nei 10 anni a venire. Niente pallottole, dunque. Ci penserà la medicina.
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