Roma, 28 marzo 2008 - Ci ha messo quasi dieci anni per capire che il marito non era quello che le voleva far credere. Non si tratta però una banale storia di corna quella accaduta a una donna algerina e raccontata oggi dal quotidiano Al Sharq al Awsat. Si parla invece di una vicenda di difficile convivenza interreligiosa: la donna, musulmana, ha scoperto in maniera rocambolesca che il marito è un ebreo praticante e ha chiesto immediatamente il divorzio.
"Portava la barba e io pensavo che fosse un fondamentalista", ha raccontato la donna, sconvolta. "Ma un sabato - ha aggiunto - l'ho sentito parlare in una lingua che non capivo". Era ebraico.
Nella testa della donna si sono riannodati una serie di fili, si sono incastrati nella casella giusta tanti sospetti che aveva accumulato per anni.
La donna, da sempre, non riusciva a spiegarsi "alcune richieste strane" che provenivano dal marito riguardo al regime alimentare e a regole di vita quotidiana. Ma, soprattutto, era insospettita dalle strane frequentazioni del marito. "Ogni sabato arrivavano degli ospiti" ai quali lui non voleva che la donna si mostrasse.
Semplice gelosia? si chiedeva l'ignara moglie. Mai avrebbe pensato d'aver sposato un ebreo. Anzi, lei credeva che quelle "stranezze", quella "segretezza", fossero il segnale che lui, in realtà, era un militante di qualche gruppo islamico fuorilegge. A farglielo pensare era anche "la sua lunga barba", racconta la donna. Insomma, la sua paura era piuttosto che il consorte venisse prelevato dai servizi algerini come esponente della Jihad islamica.
E, invece, "un bel sabato", ha udito quelle frasi in una "strana lingua". E ha realizzato che doveva fare qualcosa. Consigliata da un fratello, s'è recata , senza indugi, in commissariato a denunciare l'uomo.
Da quella segnalazione è partita un'inchiesta in grande stile per intrappolare il pericoloso gruppo di terroristi che si riuniva, a detta della donna, in quella casa. Ma, con le intercettazioni ambientali, si è compresa la verità.
Altro che trame terroristiche, Jihad islamica, al Qaeda! In quella stanza si pregava un Dio diverso da Allah. Per la legge, nulla di troppo rilevante penalmente, ma la donna deve aver pensato: terrorista va bene, ma ebreo no.
Ecco la vettura da corsa costruita da un lettore di Autoblog esclusivamente utilizzando i fiammiferi GUARDA