Due condannati hanno presentato appello, argomentando che il giudice, Ian Dodd, russava e disturbava durante le testimonianze, e la giuria era visibilmente distratta. Il magistrato dormiva anche per venti minuti di seguito e gli impiegati del tribunale tentavano di svegliarlo facendo cadere rumorosamente a terra dei dossier
Sydney, 6 novembre 2008 - Il giudice dorme? In Italia non se ne sarebbe accorto nessuno, ma il caso vuole che il togato in questione fosse australiano, e là a certe cose ci tengono. L’Alta corte d’Australia ha ordinato infatti un nuovo processo a due persone condannate in primo grado per traffico di droga, perche’ il giudice si era addormentato piu’ volte durante i 17 giorni di udienze.
Nel 2004 Rafael Cesan e Ruben Mas Rivadavia di Sydney erano stati condannati nella Corte distrettuale di Sydney a 13 ed a 11 anni per associazione a delinquere finalizzata all’importazione in Australia di oltre 640 grammi di ecstasy.
Tre anni dopo i due hanno presentato appello contro la condanna, argomentando che il giudice, Ian Dodd, russava e disturbava durante le testimonianze, e la giuria era visibilmente distratta. Il magistrato dormiva anche per venti minuti di seguito e gli impiegati del tribunale tentavano di svegliarlo facendo cadere rumorosamente a terra dei dossier.
Le evidenze mediche hanno poi mostrato che il giudice, che in seguito si e’ ritirato dalla magistratura, soffriva di una grave forma di apnea nel sonno.
Oggi l’Alta corte si e’ pronunciata e ha stabilito che il giudice aveva mancato al suo dovere di supervisione del processo, e che alla giuria era stato impedito di dedicare piena attenzione alle testimonianze a causa del suo comportamento.
’’Quando il giudice e’ in maniera osservabile e ripetuta addormentato o disattento durante il processo - sentenziato l’Alta Corte - si verifica un errore giudiziario sostanziale’’.