Vicino a Van, una delle città dove scomparvero più armeni durante i massacri del 1915, gli abitanti di un palazzo avevano ingaggiato una vera e propria battaglia contro l’amministrazione locale per evitare venisse costruita una scuola vicino a loro. Ma un'ispezione ha rivelato che le ossa ritrovate nel “cimitero” erano di animali. Messi alle strette hanno confessato
Istanbul, 4 giugno 2009 - Avevano commosso tutta la Turchia, ma alla fine sono stati scoperti. Vicino a Van, una delle città dove scomparvero più armeni durante i massacri del 1915, gli abitanti di un condominio avevano ingaggiato una vera e propria battaglia contro l’amministrazione locale per evitare che di fianco al loro palazzo, su un’area ancora libera, venisse costruita una scuola.
Avevano detto che la zona era occupata da un antico cimitero armeno e che sarebbe stato empio edificare sopra. Peccato che di sacro vi fosse ben poco e tutta la vicenda sia stata inventata per evitare di ritrovarsi rumorose scolaresche sotto casa.
“Noi dobbiamo difendere tutte le religioni - avevano detto con furore ai giornalisti accorsi da mezza Turchia - non possiamo permettere che un cimitero armeno venga distrutto anche se non è più in uso da anni. Diranno tutti che siamo contro gli armeni se lo facciamo”.
Peccato che l’amministrazione di Aydinocak, questo il nome del villaggio, abbia voluto vederci chiaro e abbia avviato un’ispezione dei luoghi. E il risultato è stato che le ossa ritrovate nel “cimitero” erano di animali.
Messi alle strette gli abitanti del condominio sono stati costretti ad ammettere la verità: non volevano la costruzione della scuola per evitare di essere infastiditi dagli schiamazzi dei bambini.