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SORPRESA

Vede un ladro e chiama il 113
Ma è l'amante della moglie

Convinto che fosse un malintenzionato ha chiamato subito la polizia, ma all’arrivo di una volante l’imbarazzante scoperta: non c’era alcun tentativo di furto, ma l’intruso era appena uscito dal letto della sua compagna

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hotline Pavia, 7 giugno 2009 - All’improvviso rientrando in casa ha visto la sagoma di un uomo sgusciare tra i corridoi di casa non ha avuto dubbi. Convinto che fosse un ladro ha chiamato subito il 113, ma all’arrivo di una volante l’imbarazzante scoperta: non c’era alcun tentativo di furto, ma l’intruso era l’amante della moglie accolto nel suo letto appena il marito era uscito.

Una storia che ha messo in subbuglio l’universita’ di Pavia, una delle piu’ antiche e prestigiose d’Italia, perche’ i protagonisti sono due docenti e un assistente dell’ateneo. In citta’ e nell’ambiente accademico e’ cominciata la caccia ai nomi. Ma per il momento di noto e confermato c’e’ solo il rapporto dei poliziotti che non hanno potuto fare a meno di stendere la relazione del loro intervento.

Sono le 8 del mattino di alcuni giorni fa quando il docente esce da casa, per recarsi all’Universita’. La moglie, pure lei docente, resta a letto. Quel giorno non ha ne’ corsi ne’ esami.
Il professor si incammina verso l’ateneo ma dopo qualche centinaio di metri si accorge di aver dimenticato qualcosa a casa, pare le chiavi della sua scrivania. Non e’ neppure passata
mezz’ora e, convinto che la moglie stia ancora dormendo, rientra silenziosamente. Nel buio vede un’ombra furtiva nel corridoio.

La sagoma cerca una via di fuga, ma l’accesso verso la porta di casa e’ sbarrato dal docente. Allora si infila in una stanza e si chiude a chiave.

Con il cellulare in mano digitando il 113, il professore corre preoccupato in camera da letto, ma la moglie sembra tranquillamente addormentata. La volante nel frattempo e’ arrivata. I poliziotti salgono in casa, intimano all’intruso di uscire dalla stanza in cui si e’ rifugiato. Ed ecco la sorpresa: il ladro e’ un assistente che il docente conosce bene. Pare anche sia seminudo e questo particolare non lascia piu’ dubbi.

Si e’ alzata anche la donna, l’atmosfera e’ talmente turbata, i volti cosi’ pallidi che nessuno sa dove guardare. ‘’Vi prego di scusarmi’’, dice il docente ai poliziotti. Gli agenti fanno il loro lavoro, prendono le generalita’ di tutti ed escono. Nella relazione accennano semplicemente ad un equivoco, un falso allarme insomma. Quello che si sono detti dopo marito e moglie non e’ piu’ materia da verbale di polizia.










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