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UN GIORNO ANCHE QUELLO VERO SARA' COSI'

Tour de France per secondini
e detenuti: vietate le fughe solitarie

Questo Tour dei detenuti e’ una prima, un’idea del direttore della prigione di Loos, nel nord, Jean-Paul Chapu, ed ha il sapore, piu’ che di una gara agonistica, della rivincita e del riscatto personale. La corsa e’ lunga, ben 2.400 chilometri, ma non vince nessuno

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Le tappe del Tour de France 2009 (Ap) Parigi, 16 giugno 2009 - Sarà un Tour de France un po’ speciale, più che gialla sarà a righe, e spint e fughe solitarie severamente vietate. A correre con gli stessi colori sono infatti detenuti e guardie delle prigioni francesi che, dopo piu’ di 2.000 chilometri, taglieranno il traguardo a Parigi venerdi’ prossimo.


Questo Tour dei detenuti e’ una prima
, un’idea del direttore della prigione di Loos, nel nord, Jean-Paul Chapu, ed ha il sapore, piu’ che di una gara agonistica, della rivincita e del riscatto personale. La corsa e’ lunga, ben 2.400 chilometri.


Durante il giorno si pedala tutti insieme, guardie e detenuti, nessuna fuga in avanti e’ permessa. La sera, sosta in albergo due stelle, camere per due, nessuna chiusa a chiave, e cena tutti allo stesso tavolo. Non c’e’ alcuna rivalita’, all’arrivo non si vince nessuna coppa e non c’e’ classifica. L’obiettivo dell’avventura e’ solo uno, il reinserimento sociale.


Nel plotone, controllati a vista dalle guardie in pantaloncini, corrono detenuti con condanne brevi, non piu’ di tre anni, e che ‘’hanno dimostrato la volonta’ di riprendere la retta via’’, ha spiegato Chapu. A partire da Lilla, lo scorso 4 giugno, erano 200 detenuti delle 62 prigioni francesi che hanno aderito all’iniziativa.


Solo una ventina di partecipanti pero’ compiranno il percorso per intero. Per tutti un permesso di due settimane e’ stato firmato dal giudice. L’arrivo e’ previsto venerdi’ 19 allo stadio Charlety di Parigi, dopo 17 tappe in giro per la Francia, una anche in Corsica.


Era da settimane che Eddy si allenava per partecipare alla prova. A 43 anni, una condanna alle spalle di 24 mesi, Eddy ha anche smesso di fumare, ha raccontato a Le Monde, ‘’per dimostrare alla mia famiglia che potevo fare qualcosa di buono’’.


Alcuni di loro, scrive il giornale che li ha seguiti sulla tappa tra il Gard ed il Vaucluse, nel sud, non sono nemmeno mai andati in bicicletta. Come Julien, il piu’ giovane di loro, 22 anni, dodici mesi di detenzione gia’ scontati, altri quindici davanti. Ogni chilometro di corsa per lui equivale ad un briciolo di autostima in piu’: ‘’mia madre e’ venuta alla partenza, a Lilla - ha raccontato a Le Monde - e questo le ha permesso di vedermi in un posto diverso dal parlatorio. Ero fiero di dimostrarle che potevo fare una cosa cosi’. E’ nata un po’ di speranza’’.










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