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Wimbledon out per la nonna di Murray
La famiglia: "E’ chiaro che porta iella"

Se la signora Shirley Erskine venerdì vorrà vedere la semifinale tra suo nipote e lo statunitense Andy Roddick allora sarà meglio che la nonna del campione britannico si metta in fila al botteghino come ogni altro spettatore

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Andy Murray Londra, 1 luglio 2009 - Porta sfortuna e se, la signora Shirley Erskine, venerdì vorrà vedere la semifinale di Wimbledon tra suo nipote Andy Murray e lo statunitense Andy Roddick allora sarà meglio che la nonna del campione britannico si metta in fila al botteghino come ogni altro spettatore.


Perché i familiari del talento scozzese, in particolar modo la madre Judy, sono convinti che Mrs. Erskine porti davvero sfortuna alla grande speranza del tennis britannico. Tanto da impedirle di assistere agli incontri del nipotino dal palco degli ospiti.


“E’ chiaro che porta iella e non la porterò più con me in tribuna”, ha detto Judy Murray al Daily Express. I timori, con buona pace di nonna Shirley, sembrano essere quantomeno fondati, visto che la signora ha assistito a tre incontri del giovane Andy, sempre nel giorno del compleanno del ragazzo (15 maggio): il quale, forza del caso o chissà cos’altro, è sempre uscito sconfitto. Murray, che senza nonna Shirley in tribuna oggi si è sbarazzato in tre set dello spagnolo Juan Carlos Ferrero, ora attende la sfida con l’ex numero uno del mondo Roddick e la signora Erskine - in vista dell’appuntamento con la storia di Wimbledon e quella di famiglia - protesta la sua ‘innocenza’.


“Sto cercando di convincere la famiglia che non porto iella”, si è difesa, “perché mi piacerebbe davvero tanto andare lì a tifare per Andy. Farei di tutto, se potessi, per portargli fortuna”.










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