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A cura di
Matteo Leonelli
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07/05/2007 14:28
DOPO PIAZZA SAN GIOVANNI

Attacchi al Papa, l'Osservatore:
"Anche questo è terrorismo"

"È terrorismo lanciare attacchi alla Chiesa. È terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell'amore". E sulle parole del conduttore Andrea Rivera infuria la polemica politica

Concerto 1 maggio a Roma Città del Vaticano, 2 maggio 2007 - Gli attacchi di ieri da piazza di San Giovanni a Papa Benedetto XVI sono "vili" e "anche questo è terrorismo". L''Osservatore Romano' condanna duramente "l'insulso comizio durante il concerto del primo maggio", in un editoriale.

"Anche questo è terrorismo - scrive il quotidiano d'Oltretevere -. È terrorismo lanciare attacchi alla Chiesa. È terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell'amore, l'amore per la vita e l'amore per l'uomo. È vile e terroristico - stigmatizza ancora l'organo della Santa Sede - lanciare sassi questa volta addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile. Ed usando argomenti risibili, manifestando la solita sconcertante ignoranza sui temi nei quali si pretende di intervenire pur facendo tutt'altro mestiere".

 


Le parole del 'conduttore' - ammonisce il quotidiano vaticano riferendosi ad Andrea Rivera - forse sono solo espressione di una sconcertante superficialità. Ma la loro pericolosità non è altrettanto superficiale. Sono di queste ore gli attacchi e le minacce, pesanti, rivolte al presidente della Cei, l'arcivescovo Angelo Bagnasco, cui è arrivata l'apprezzata solidarietà del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che si sta battendo con coraggio anche sul tema degli incidenti sul lavoro.

 


Sono di queste ore anche gli slogan nei cortei inneggianti ai terroristi, i messaggi che appaiono su internet, provenienti da 'br' in carcere - prosegue l'Osservatore Romano - un'offensiva che cerca di trovare terreno fertile nell'odio anticlericale. Un odio purtroppo coscientemente alimentato da chi fa del laicismo la sua sola ragione d'essere, per convenienza politica. Lo dimostrano le interpretazioni capziose di discorsi fatti dallo stesso Presidente della Cei, discorsi condotti sempre, come si diceva, in nome dell'amore, in difesa del bene dell'uomo, ragionamenti articolati e argomentati, rivolti a chi ha l'onestà di ascoltarli".

 


Eppure qualcuno li ha forzati - conclude l'Osservatore Romano - per aprire una 'guerra' strisciante, una nuova stagione della tensione, dalla quale trae ispirazione chi cerca motivi per tornare ad impugnare le armi, per rivitalizzare organizzazioni che hanno perso su tutti i fronti, primo fra tutti quello della storia. Anacronismi. Come quella presenza sul palco a san Giovanni. Un residuato in mezzo a tanti giovani".

 


Sull'argomento continuano le polemiche anche nel mondo politico.  "Le farneticanti parole espresse da Andrea Rivera, uno dei conduttori della manifestazione del primo maggio a San Giovanni, di fatto buttano altra benzina sul fuoco della pericolosa polemica contro la libertà di espressione dei credenti e in particolare del clero cattolico italiano", afferma il capogruppo dell'Udeur alla Camera, Mauro Fabris. Ora mi auguro che i sindacati vorranno condannare, come è nella loro tradizione di rispetto per ogni cultura e ogni religione, le parole di sarcasmo e di incitamento all`odio di Andrea Rivera" sottolinea Fabris.

 

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