Berlusconi: "Via il governo delle tasse"
Chiti: "Esiste un problema al Nord"
Prime reazioni alla tornata elettorale. La Cdl esulta e chiede le dimissioni di Prodi. Bossi: "Una bella bastonata all'Unione". D'Alema: "Dimissioni? Berlusconi ha sempre perso e non l'ha mai fatto"
Roma, 28 maggio 2007 - «È una vittoria sonante, sono risultati straordinari. Tutta l'Italia ha mandato un segnale chiaro a Prodi: questo governo delle tasse deve andare a casa». Silvio Berlusconi nel pomeriggio ha riunito i suoi ad Arcore, si è tenuto in contatto con il suo portavoce Paolo Bonaiuti, ha chiamato ad uno ad uno i coordinatori del partito, non si è risparmiato in complimenti con chi ha vinto sul territorio, ha sentito più volte al telefono Umberto Bossi con il quale questa sera valuterà i risultati.
Il leader di FI, spiega chi gli ha parlato, è estremamente soddisfatto dal voto delle amministrative: «Questo Paese non vuole più essere governato da questa maggioranza», ha ragionato commentando il dato di Verona con Niccolò Ghedini; «adesso andiamo a battere cassa», ha esultato con il coordinatore del Piemonte, Guido Crosetto; «al nord abbiamo vinto tutto quello che c'era da vincere», ha sottolineato con il coordinatore della regione Lombardia, Maria Stella Gelmini; «sono dati esaltanti», ha detto 'collegandosì anche con i colonnelli siciliani.
L'ex presidente del Consiglio, spiegano fonti parlamentari azzurre, in particolar modo ha fatto notare «le percentuali bulgare» ottenute dove la Cdl ha vinto, «in alcune realtà la forbice è enorme». Dunque, altro che minimizzare il dato delle elezioni: l'ex premier intende 'monetizzarè al massimo il responso delle urne. «Adesso - ha osservato con i suoi interlocutori - dobbiamo partire all'attacco». Certo, non si parla di spallate nell'entourage dell'ex premier, «ma è chiaro che Prodi deve tirare le somme». Sul tavolo di Berlusconi già si studiano soluzioni possibili, pur nella consapevolezza che Prodi non ha nessuna intenzione di cedere. Ma Berlusconi alla vigilia era stato chiarissimo: in caso di una vittoria consistente «saliremo al Colle per chiedere elezioni anticipate» e, parlando con i suoi collaboratori, l'ex presidente del Consiglio ha fatto intendere di non aver cambiato idea.
«Domani a bocce ferme - spiega il portavoce, Paolo Bonaiuti - valuteremo il da farsi».
«Comunque la si metta, il centrodestra non ha vinto le elezioni. Le ha stravinte. Se si considerano le città più significative, si deve ammettere che la Casa delle libertà vince a Verona e conquista uno storico ballottaggio a Genova provincia. Se si considerano le città conquistate, non si potrà negare che il centrodestra vince a Monza, Asti, Alessandria, Gorizia e Verona, precedentemente governate dalla sinistra». Lo dice il coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi, che aggiunge: «Se si fa un computo complessivo dei comuni capoluogo, la Casa delle Libertà governava in 17 città e la sinistra in 12. Dopo questo primo turno amministrativo, il centrodestra già è certo di governare in 16 città, la sinistra al più vince in 7, mentre 6 sono le città che vanno al ballottaggio. Anche nei comuni non capoluogo di provincia superiori a 15mila abitanti si profila una storica vittoria in luoghi di grande importanza, come Alghero, Marsala, Palmi, Battipaglia, Canosa, Borgomanero, Domodossola e Crema. Se, infine, si guardano le percentuali (che rimane il discorso più serio) si scoprirà che il centrodestra ha guadagnato circa il 10% dei voti rispetto alle scorse elezioni. Per non affogare, la sinistra si aggrappa a L'Aquila e ad Agrigento, laddove peraltro le liste della Casa delle libertà sono arrivate al 70».
"Non c'è stato uno sfondamento" del centrodestra anche se "esiste un problema al Nord". Questo il giudizio del ministro dei Rapporti con il Parlamento e le Riforme, Vannino Chiti, sulle prime proiezioni delle elezioni amministrative. Parlando delle probabili sconfitte dell'Unione a Verona, Monza e Alessandria, Chiti ha spiegato che "sono tre città che vengono riconquistate dal centrodestra ma che nel 2002 erano state conquistate dal centrosinistra ai ballottaggi e perchè la Cdl era divisa. In questo caso era di nuovo unita e questo è stato sufficiente perchè si affermasse. Mentre a Rieti, Lucca e Parma, che erano governate dal centrodestra si va al ballottaggio". In ogni caso secondo il ministro "è un dato locale ed è sbagliato dargli un valore nazionale".
"Per il centrosinistra, soprattutto al Nord, si tratta di una grave sconfitta. Ma non porterà a nessuna spallata e conseguenza al governo Prodi perchè li tiene insieme il potere". A sottolinearlo è il capogruppo alla Camera della Lega, che commenta così le prime proiezioni sulle elezioni amministrative. "Nel Nord -dice l'esponente del Carroccio- la Lega vince bene e vince dappertutto con i nostri candidati. Con noi, quindi, la Cdl stravince . Il dato significativo -avverte Maroni- è l'astensionismo tra gli elettori del centrosinistra. Il Nord torna ad esprimere la questione settentrionale e dà forte consenso alla Lega".
BOSSI
Le elezioni amministrative hanno fatto arrivare al Governo Prodi una "bella bastonata" e rappresentano un successo per il centrodestra e in particolare per la Lega nord. Lo ha detto il leader del Carroccio, Umberto Bossi, commentando i risultati delle amministrative che hanno visto i candidati leghisti sorretti dalla Cdl vincere al primo turno in città importanti del Nord Italia come Monza, Alessandria e Verona. "La bastonata è arrivata - ha detto Bossi in un'intervista a Tele Padania che andrà in onda questa sera - e i candidati voluti dalla Lega hanno vinto tutti. Per noi questo è un grande successo", ha aggiunto Bossi.
BERTINOTTI
"L'astensionismo è aumentato in termini che sono indicativi di questo fenomeno di cui stiamo tutti discutendo: se si parla di crisi della politica qualche fenomeno poi devi aspettartelo". Lo ha detto il presidente della Camera, Fuasto Bertinotti, a margine di un'incontro con i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil sindacati. Pur non commentando i primi dati elettorali, la Terza carica dello Stato, riferendosi all'aumentato astensionismo dice: "secondo me bisogna andare ad una analisi più approfondita anche di dove si manifestano le punte più alte, e cercare di capirne le ragioni. Sono situazioni che si presentano molto articolate, che da luogo ad una geografia che va indagata...ma non tocca a me farlo".
IL CASO
Silvio Berlusconi non può chiedere a Romano Prodi di dimettersi nel caso in cui il centrosinistra perda alle amministrative, perché "lui le ha perse tutte e non si è mai dimesso". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Massimo D'Alema a margine del consiglio per le Relazioni Italia-Usa a Venezia. "Berlusconi non si dimise. Lui le amministrative le ha perse tutte, quando era al Governo, e non si è mai dimesso e quindi è l'ultima persona che può chiederlo agli altri", ha detto D'Alema rispondendo ai giornalisti in merito al risultato che verrà sancito dalle urne nel tardo pomeriggio".
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