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Politica

IL GRANDE CENTRO

Casini: 'Fondo il partito dei moderati'
Mastella lo segue, gelo nella Cdl

Il leader dell’Udc dice di «sentirsi impegnato in prima persona» nella costruzione di un nuovo partito sulla scia del Partito popolare europeo. Il ministro della Giustizia: "Il Pd non ha un'anima, un centro forte può esistere" Commenta la notizia

mastella e casini ROMA, 26 agosto 2007 - GRANDI MANOVRE di centro in una capitale a 40 gradi con l’attore principale, Pier Ferdinando Casini, che lancia il dardo del nuovo partito dei moderati e subito dopo se ne parte per la Cina, lasciando al coprotagonista dell’altro fronte, Clemente Mastella, di proseguire il lavoro.


Il leader dell’Udc, in una lunga intervista, dice di «sentirsi impegnato in prima persona» nella costruzione di un nuovo partito dei moderati sulla scia del Partito popolare europeo che abbia un progetto per l’Italia imperniato sulla difesa «dei nostri valori e della tradizione cristiana». Delineando il manifesto del nuovo partito di centro, a cavallo dei due schieramenti contrapposti, Casini sottolinea il fatto che la nuova formazione politica non dovrà nascere su «atti di diserzione».


Subito dopo l’ex presidente della Camera lancia una nuova stoccata al neonato partito inventato da Silvio Berlusconi e Michela Vittoria Brambilla: «Penso che ci sia molta più politica in tante parole di Formigoni o di Adornato che in slogan pubblicitari tipo Mulino Bianco».

PER CASINI quella che si apre è una fase di grande libertà per tutti: «Chi è affascinato dal Pdl segua la sirena e vada dove lo porta il cuore. Io so però che c’è un popolo vastissimo che non accetta l’impostazione tradizionale del centrodestra e che ce ne è uno altrettanto vasto deluso dal voto che ha dato a Prodi e al centrosinistra. E ci sono tante personalità che, alla fine di questa legislatura, dovranno fare i conti con quello che si è prodotto: da Gerardo Bianco a Dini, da Fisichella a Mastella».


E quest’ultimo risponde subito. Per il ministro della Giustizia ridare vita al centro è la sua «sfida», partendo già dalle elezioni europee per le quali l’Udeur è pronta a scendere in campo insieme a Casini con l’obiettivo di conquistare almeno il 10 per cento dei voti.


Mastella si dice convinto che il nascente Partito democratico vede la luce «senza avere un’anima». Veltroni, poi, assomiglia a un vecchio doroteo della Dc che porta avanti tesi che «sono tutto e il contrario di tutto, l’infinito e l’abisso, il dire e il non dire». Per il Guardasigilli del governo Prodi «un centro forte può esistere nella politica italiana». Subito dopo puntualizza: «Non mi farò condizionare dalla legge elettorale preferita da Forza Italia o dal Partito democratico: se c’è l’intenzione politica di fare il centro, lo si fa e punto. Io sono leale con Prodi, ma questo sistema deve saltare».



GELO DA Forza Italia. I big stanno zitti, parlano le seconde file. Per Osvaldo Napoli «i tormentoni estivi sul centrismo prossimo venturo così come le litanie sulle alleanze di nuovo conio hanno un tratto che li accomuna: l’animo malmostoso verso il bipolarismo anche perché non ci sono centri da costruire finchè c’è Forza Italia».
In An le reazioni sono più complesse e articolate. Se per Adolfo Urso «Casini ha disegnato un partito che tutta la Cdl può condividere, su contenuti e obiettivi che sono comuni certamente anche alla destra», per Maurizio Gasparri «se il Partito democratico assomiglia ogni giorno di più alla faida di San Luca, Casini non rinuncia alla suggestione di un fantomatico partito dei moderati, cercando vie immaginarie».


«Mi pare che l’ex presidente della Camera — puntualizza il presidente dei senatori di An, Altero Matteoli, cercando di tirare per la giacchetta Casini — che ha criticato l’ipotesi di un partito unico del centrodestra, alla fine lo proponga». E su Mastella? Per il comunista Marco Rizzo «forse il Guardasigilli vorrebbe che l’esecutivo abbandonasse le ragioni dei lavoratori e sposasse quelle di Casini».

di Marco Sassano

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