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Politica

WELFARE

Ministri in piazza, è scontro
Mastella: "Sarà crisi di governo"

Maggioranza spaccata sulla manifestazione del 20 ottobre contro la riforma del Welfare. Veltroni: "I partiti che stanno nell'esecutivo hanno diritto di manifestare, ma non per contrastare l'azione del governo di cui fanno parte". D'Alema: "insostenibile la posizione dei ministri che vanno in piazza"

Veltroni e Mastella Roma, 1 settembre 2007  - È scontro nella maggioranza sulla manifestazione del 20 ottobre contro la riforma del Welfare. Da Telese, Walter Veltroni attacca la sinistra radicale, mentre Clemente Mastella va oltre e minaccia la crisi di governo. E D'Alema definisce 'insostenibile' la posizione di un ministro che va in piazza. Ma dalla 'cosa rossa' si conferma l'appuntamento.

 

VELTRONI

"I partiti che stanno al governo - ha spiegato il sindaco di Roma - hanno tutti il diritto di manifestare, salvo che per contrastare l'azione del governo di cui fanno parte. Quello che proprio non può essere sono i ministri in piazza contro il governo di cui fanno parte".

 

D'ALEMA

"Io non uso mai l'espressione 'crisi di governo' anche per ragioni di scaramanzia, ma non ho dubbi che se i ministri manifestano contro il governo, questo non fa bene al governo",  dice il vice premier Massimo D'Alema a Telese a proposito della manifestazione contro l'intesa sul welfare.
D'Alema osserva che se i ministri della sinistra radicale andranno in piazza "la loro posizione sarà insostenibilmente contraddittoria. Ci sarà qualcuno, qualche militante che li avvicinerà e gli chiederà: 'allora perché non ti dimetti?'. Per il ministro - aggiunge - scendere in piazza è un segno di debolezza perché vuol dire che non incidi e, in questo caso, non è assolutamente vero. Quando si governa, si governa e non si fanno manifestazioni". 
 

MASTELLA

Il leader dell'Udeur va oltre e lancia l'ultimatum: "Se i ministri secenderanno in piazza contro un provvedimento storico e importante come quello sul welfare, sarà crisi di governo. Se vanno in piazza, e io spero non sia così, varrà ciò che ha detto ieri Berlusconi con un tono sopra le righe, e cioè che voterà il prossimo anno". Quindi, "il 20 ottobre è lo spartiacque".

Sempre dalla Festa di Telese, era stato il presidente del Senato Franco Marini a criticare i ministri che hanno annunciato la loro partecipazione alla manifestazione. "Stamattina - ha spiegato Mastella - ho detto a Marini, 'preparati che se la sinistra va in piazza ci sarà un Governo di garanzia'".

 

LA REPLICA DELLA SINISTRA

"I toni di Mastella - ha sottolineato Ferrero - mi sembrano un po' eccessivi, considerando che lui è andato al Family day quindi contro un ddl che al Cdm era stato votato all'unanimità. I suoi toni sono eccessivi e per questo motivo lo inviterei a confrontarsi con quanto ci dice la Bibbia e cioè di non guardare solo il bruscolino dell'occhio altrui ma la trave che si ha nel proprio occhio. Per quanto mi riguarda considero molto opportuna la manifestazione del 20 ottobre, ma nulla è deciso sulla mia partecipazione".

 

Il ministro della Sinistra Democratica, Fabio Mussi, propone di trasformare la manifestazione promossa dalla sinistra radicale in una grande assemblea: "È giusto battersi perchè il governo faccia di più e meglio - dice Mussi - ma che sarebbe catastrofica un'azione politica contro il governo. Sarebbe autolesionista per la sinistra".

 

Una proposta accolta da Franco Giordano (Prc), che però osserva: "La manifestazione del 20 ottobre non è assolutamente in contrasto o in contraddizione con questa proposta". Per i Verdi quella del 20 ottobre dovrà essere "una sorta di 'nuova Woodstock', un grande concerto per i giovani, dove incontrasi, dove esprimersi unitariamente, dove ci siano dibattiti e iniziative sulle grandi questioni che riguardano i giovani, l'ambiente, il lavoro e la lotta al precariato".

 

Oliviero Diliberto, segretario del Pdci, sottolinea: "È una concezione ben strana della democrazia quella secondo la quale si può manifestare se si è all'opposizione e non lo si potrebbe fare stando in maggioranza. I Comunisti Italiani saranno in piazza non contro il Governo, ma per stimolare il Governo a dare risposte a quei ceti popolari che attendono risposte concrete sulla loro condizione materiale di vita e di lavoro".










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