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Politica

IN ATTESA DELLA FINANZIARIA

L'allarme di Draghi e Padoa Schioppa:
"In Italia la crescita sta rallentando"

il ministro dell'Economia ha osservato che "da luglio ad oggi si profila un quadro meno positivo per il futuro pure in un contesto di andamento buono". E il governatore della Banca d'Italia: "La turbolenza finanziaria non dovrebbe avere impatti sul nostro sistema bancario "

Mario Draghi Roma, 16 settembre 2007 - La crescita economica italiana rallenta. L'Italia dovrà rivedere al ribasso le stime di crescita per il 2008, anno in ui era previsto un Pil all'1,9%. L'aggiornamento delle stime arriverà a fine mese insieme alla Finanziaria prevista all'esame del consiglio dei ministri il prossimo 28 settembre.


Da Oporto, dove si sono tenute le riunioni dell'Eurogruppo e dell'Ecofin, il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa ha osservato che "da luglio ad oggi si profila un quadro meno positivo per il futuro pure in un contesto di andamento buono. Ma le revisioni al ribasso della crescita sono probabili per l'anno prossimo e per gli anni a venire".


La crescita dell'economia italiana, ha spiegato il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, registrerà un "lieve rallentamento dell'ordine dello 0,2% che peraltro non sappiamo ancora come si potrà distribuire tra quest'anno e l'anno prossimo", ha aggiunto. Precisando che questo rallentamento è emerso "senza avere peraltro ancora stimato con sufficiente precisione tutti gli effetti di questa turbolenza finanziaria" che tuttavia non dovrebbe avere effetti significativi sulla crescita. E non dovrebbe avere impatti sul nostro sistema bancario: le banche italiane sono molto meno esposte, ha ribadito Draghi.


Intanto prosegue il lavoro del governo per mettere a punto le misure da inserire in Finanziaria. Una nuova riunione è prevista al Tesoro mercoledì prossimo allargata a tutti i viceministri e i sottosegretari. Allo studio anche un piano di valorizzazione e dismissioni immobiliari da cui incassare un gettito di almeno 2 miliardi. Ma si sta valutando anche l'ipotesi di andare oltre questa cifra. Tra le ipotesi quella di arrivare, tra valorizzazione e cessioni, ad un piano tra i 4 e i 5 miliardi. E proprio in questi giorni un lavoro di ricognizione con l'Agenzia del Demanio incaricata di fare una cernita delle proprietà pubbliche che possono essere vendute velocemente.


Tra le misure all'esame anche il piano sugli esodi incentivati degli statali del ministro Luigi Nicolais che ha però raccolto subito le critiche sei sindacati. Un primo confronto fra governo e sindacati è fissato per martedì prossimo. In quell'occasione il ministro della Funzione pubblica, Luigi Nicolais, dovrebbe svelare le carte e illustrare i contenuti del progetto.

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