Presentando la ventesima edizione di 'Striscia la Notizia', Antonio Ricci ha parlato anche del suo amico Beppe Grillo: "Non deve entrare in politica, è un grande provocatore e deve continuare a farlo". Ma se il comico fosse Premier il regista gli farebbe volentieri da portavoce Commenta
Milano, 21 settembre 2007 - "Grillo è un animale d'attacco. Non deve entrare in politica". Lo ha detto Antonio Ricci oggi durante la presentazione della nuova stagione di 'Striscia la notizia', il programma satirico ideato da lui, che quest'anno compie 20 anni. "Grillo - continua - conosce l'arte della provocazione. Se deve giocare sulle sfumature, come deve fare un politico, non è al suo posto". Per Ricci nulla di nuovo, nessuna sorpresa: "Grillo sta facendo quello che ha fatto in tutti questi anni. Dare voce alle istanze che ha raccolto dal basso è la logica conclusione di questo lavoro".
Un "grande provocatore", ruolo che, secondo il pensiero del regista televisivo, certamente gli si addice. Ma solo questo, non di più: "Beppe non dialoga, se argomenta perde". E ancora: "E' un attaccante, non gioca nè al centrocampo nè in difesa". E poi, "se diventa un politico deve trattare sui grigi e io non ce lo vedo come non ci vedo nessun comico".
Per il resto è tutta una comunione di vedute. Tra Mazza e Grillo ha ovviamente ragione Grillo. Di più: "Grillo ha sempre ragione. Perchè ha sempre ragione quello che grida di più. E Grillo è un comico, di
quelli che fanno satira che deve saturare. Devono eccedere i comici. Se, invece, eccedono i giornalisti, semplicemente scantonano". Grillo, dunque, dà voce alla delusione. E di delusione, secondo il padre del tg satirico, "ce n'è davvero tanta". "La gente comincia a vivere male - ha detto Ricci - ogni paese ha il suo problema, il suo comitato che sta nascendo, un non riconoscersi nelle istituzioni". "La gente -
ha concluso il regista - non si sente nè difesa nè rappresentata dagli amministratori che ha eletto".
E se Beppe Grillo diventasse premier? A quel punto Antonio Ricci chi sarebbe? Un vicepremier? Macché, "Sircana" assicura il papà di Striscia, "decisamente il posto più divertente". Non finisce qui. Il governo bisogna tirarlo su tutto. E allora Ricci ci prova: "Greggio lo mettiamo agli Interni, a Iacchetti andrebbe un ministero che non c'è". E a Benigni? "Non la Cultura - decide Ricci - troppo scontato. Meglio
l'Economia".
Almeno tremila persone, la metà delle quali bonzi buddisti, protestano ormai da quattro giorni. Le manifestazioni dei monaci hanno rilanciato il movimento di protesta contro il carovita imposto dalla giunta militare
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