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Politica

CONFERENZA SUL CLIMA

Prodi: "Italia in ritardo sulle energie rinnovabili
In Finanziaria misure per l'efficienza energetica"

"Non e' un problema di tecnologia ma di cultura", dice il presidente del Consiglio: "La tecnologia non e' tutto. Serve un'organizzazione della nostra societa', dal prenderci cura dei boschi all'efficienza energetica della casa" Commenta la notizia

prodi Roma, 13 settembre 2007. - Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, non ha dubbi: "Il nostro pianeta è a rischio, si scalda ed è colpa dell'uomo. Non sono più in molti a dubitarne e il fatalismo di chi dice che la Terra da sempre è soggetta a ondate di freddo e di caldo è ormai scarso e privo di consensi".

 

Alla conferenza nazionale sul clima, quindi, Prodi invita a "combattere il fatalismo di chi sostiene che non si può far nulla per fermare gli sconvolgimenti climatici perché ne verrebbe un danno all'economia".
Per il premier, qualcosa si può fare: "Serve una nuova alleanza con la natura" e iniziare a intendere "il rispetto dell'ambiente come un'opportunità di sviluppo".

 

Quello dei cambiamenti climatici, per Prodi è un "problema globale che - ha detto il premier - richiede una risposta concertata a livello internazionale. L'Italia e il Mediterraneo sono tra le aree più esposte ai rischi e quindi da parte nostra è richiesta maggior consapevolezza".

 

Insomma, bisogna fare qualcosa e farlo subito, per questo il presidente del Consiglio ha illustrato "due linee di azione: contenimento e mitigazione". Da un lato, secondo Prodi, bisogna "limitare le emissioni di gas serra e Co2" e dall'altro trovare misure di "adattamento per vivere nel modo migliore possibile la situazione che si è creata e che difficilmente è reversibile". Agire, però, significa collaborare anche "con i paesi in via di sviluppo.

 

Certo - ha riconosciuto il premier - solo dopo che avremo fatto la nostra parte potremo chiedere agli altri di fare la loro" ma il nostro impegno "è evidente, è stato evidente in questi mesi e con la precedente Finanziaria".

 

Questo però non basta: per il premier "servono iniziative per sostenere nei paesi in via di sviluppo strategie per la creazione e la crescita di progetti di tutela ambientale".

 

Sul versante delle energie rinnovabili il premier ha infine osservato che "l'Italia è rimasta indietro. Basta guardare Usa, Germania e Spagna". In questa materia, ha aggiunto Prodi, "abbiamo sprecato decenni". Ma il nostro Paese, secondo il capo del Governo, è rimasto indietro anche in "innovazione e ricerca".

  • 13/09/2007 18:58

    In alcuni condomini, alcuni amministratori erano restii a cambiare il gasolio con il metano perche' prendevano la stecca dai distributori di gasolio, chissa in politica se e' stata la stessa cosa. Il sole ed il vento non danno stecche, ma i petrolieri si. Gilberto
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