Roma, 21 settembre 2007 - Una Finanziaria da 10 miliardi circa che deriveranno in parte da tagli alle spese e in parte dall'extragettito. Non ci saranno nuove entrate. Sono queste le ultime novità sul fronte della manovra economica, su cui questa mattina il governo ha iniziato la discussione in Consiglio dei ministri.
Anticipazioni che vengono fatte dal ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero, al termine della riunione.
Oltre alla Finanziaria vera e propria, ci saranno anche due ddl collegati ed un decreto legge, come ha annunciato il ministro per le politiche agricole, Paolo De Castro: «Uno dei collegati sarà sul welfare, l'altro per gli altri settori». Il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, ha spiegato che «c'è l'impegno del governo ad approvare il protocollo sul welfare nei tempi della Finanziaria», quindi entro l'anno.
C'è poi il capitolo 'tesoretto'. Su questo, Ferrero non ha voluto dare dettagli su come sarà utilizzato ma ha ribadito le sue richieste: «La prima priorità che ho sottolineato è il piano casa, a cominciare subito con un decreto a settembre per far fronte agli sfratti».
Sull'entità dell'extragettito si sa che ammonta a poco più di 5 miliardi di euro (5.078 mln). È quanto emerge da un emendamento presentato dal governo, a firma del sottosgeretario all'Economia, Nicola Sartor, al ddl sull'assestamento del bilancio, che si trova all'esame della commissione Bilancio del Senato.
Il Presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha detto che il Consiglio dei Ministri di stamane è andato bene. La discussione comunque entrerà nel vivo nei prossimi giorni: sono previsti un vertice di maggioranza (mercoledì), un incontro con le parti sociali (mercoledì) e riunioni al ministero dell'Economia.
Nel merito il ministro della Salute Livia Turco smentisce nuovi ticket su farmaci o visite specialistiche. Allo studio il piano casa ed il taglio di 5 punti dell'Ires per le società di persone. Possibili investimenti per strade e ferrovie. Il Consiglio dei Ministri che varerà la manovra si terrà venerdì prossimo 28 settembre.
PADOA SCHIOPPA
Ennesimo richiamo al rigore del ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa alla squadra dei colleghi nel corso del Consiglio dei ministri di questa mattina. Sotto la lente di ingrandimento le richieste avanzate dai vari dicasteri.
Presentando una relazione dal titolo 'Predisposizione per la legge finanziaria' ai ministri, secondo quanto riferiscono diversi partecipanti alla riunione, Padoa Schioppa avrebbe evidenziato come i dossier compilati dai colleghi in vista della finanziaria siano molto ricchi sul fronte delle richieste e decisamente piu' deboli su quello dei tagli. Se fossero accettate tutte le proposte che sono arrivate orfane di compensazione la spesa primaria aumenterebbe dell'1,5% del Pil e il deficit salirebbe al 4%. Insomma, decisamente troppo.
Certo qualcuno si e' sforzato piu' di altri. Tra gli esempi virtuosi citati dal ministro dell'Economia vi sarebbe quello del ministero dell'Ambiente: se tutti avessero proposto compensazioni valide come quelle avanzate da Pecoraro Scanio si sarebbero potuti riqualificare - avrebbe sottolineato Padoa-Schioppa - 15 miliardi di spesa pubblica.
Ma non c'e' semplicemente il problema delle compensazioni sul tavolo del ministro dell'Economia. Il leit motiv di quest'anno e' che bisogna tirare fuori una manovra snella: un obiettivo difficile da raggiungere se la liste delle proposte dei singoli si fa troppo lunga. E qui la 'pecora nera' sarebbe il ministero del Lavoro che avrebbe messo in campo talmente tante idee, che se tutti seguissero la stessa strada si arriverebbe a una finanziaria di 1500 articoli.
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