Il ministro dell'Economia spiega che si tratterà di una "manovra leggera" fra 8 e 12 miliardi di euro. Prevesti anche sgravi per le imprese, l'obiettivo chiaro di "iniziare a restituire le risorse ai contribuenti". Resta la questione delle rendite finanziarie
Roma, 25 settembre 2007 - Una finanziaria "snella" da circa 10 miliardi di euro (fra 8 e 12 miliardi) con meno tasse sulla casa e sulle imprese e l'obiettivo chiaro di "iniziare a restituire le risorse ai contribuenti".
Un decreto legge per anticipare al 2007 alcuni impegni già sottoscritti (dall'Anas alle Fs e al pubblico impiego), un "collegato di sessione", da approvare nei tempi della manovra, che recepisce il Protocollo del welfare del 23 luglio e altri eventuali collegati di settore. Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, davanti ai deputati e ai senatori delle commissioni Bilancio di Camera e Senato snocciola i numeri e illustra la struttura della manovra 2008 in vista del varo venerdì, rimandando alla discussione politica qualsiasi decisione sui contenuti. "Ci sono scelte di prioritá politica che si compiono solo alla fine", ha chiarito da subito il titolare dell'Economia.
E' intanto in atto nel governo uno scontro sulle rendite finanziarie. Prodi rinvia la questione, mentre la sinistra radicale insiste: la tassazione delle rendite finanziarie fa parte del programma dell'Unione e nel Dpef. "L'allineamento verso valori europei della tassazione sulle rendite è di buon senso - ha affermato il presidente del Consiglio Romano Prodi da New York - con alcune attenzioni tecniche. Ma dopo l'agosto 2007 mi sembra prematuro. Poi è un'iniziativa che possiamo approvare in qualsiasi momento, non bisogna metterla per forza in Finanziaria".
La discussione politica però non potrà prescindere anche alle pesanti richieste arrivate a via XX Settembre dai singoli dicasteri. "Sono arrivate richieste di maggiori spese per 20 miliardi a fronte di 5 miliardi di spese compensate - ha detto Padoa-Schioppa - ciò significa che per ogni euro compensato, ce ne sono quattro di richieste nuove".
Confermata, invece, la disponibilità aggiuntiva di 7 miliardi di euro, di cui due terzi di maggiori entrate fiscali e il resto di minori spese, che possono essere impiegati, ha precisato Padoa-Schioppa, rispettando gli obiettivi di deficit concordati con Bruxelles.
E i target sul disavanzo restano confermati: quest'anno si attesterà al 2,5%, per scendere al 2,2% l'anno prossimo, l'azzeramento si avrà nel 2011 come indicato nel Dpef. Novità, invece, arrivano sul debito pubblico. L'anno prossimo scenderà al 103,5% rispetto al 105,1% di quest'anno, ma salirà rispetto all'ultima stima (103,2%) di luglio. Calerà sotto il 100% del Pil nel giro di tre anni, nel 2010. Cambiano le stime anche sull'avanzo primario che si attesterà al 2,6% nel 2008, in calo rispetto al 2,7% previsto dal Dpef, ma in miglioramento rispetto al 2007 (2,3%).
Tornando alla manovra, il ministro ha elencato i 9 punti essenziali, sottolineando principalmente che la Finanziaria "inizierà a restituire imposte ai contribuenti", "arresterà la crescita della pressione fiscale" e "semplificherà il sistema delle imposte". La manovra si propone, inoltre, di tradurre in pratica il Protocollo su previdenza e lavoro, garantire le risorse per le infrastrutture nei prossimi anni e rispettare gli obiettivi di finanza pubblica, cioé, ha detto, "debito in discesa". Prosegue anche la riqualificazione della spesa pubblica e gli impegni di aiuto alla cooperazione e allo sviluppo. In particolare, "sarà ridotto il carico fiscale sulla casa" e saranno previsti sconti anche per le imprese.
Sarà, inoltre, una manovra "snella nelle cifre e nelle norme (massimo 100 articoli) leggera, trasparente e più leggibile della precedente". Anche gli emendamenti saranno limitati e presentati "tutti in una volta" per evitare quello che è accaduto l'anno scorso. Il governo, insomma, ha osservato il ministro, sta lavorando per mettere a punto una struttura tale da scongiurare il ricorso alla fiducia. L'esecutivo, in sostanza, quest'anno "non la dà per scontata".
Punto delicato e oggetto di confronto nel vertice di maggioranza a palazzo Chigi è la sorte del Protocollo del welfare del 23 luglio. Padoa-Schioppa ha annunciato che l'orientamento è quello di farlo confluire interamente, senza scorporare alcune parti fra cui quella del superamento dello 'scalone' della legge Maroni, in un collegato alla manovra da approvare entro il 31 dicembre (se così non fosse - ha chiarito - allora in corso d'opera si inserirà in un altro strumento dai tempi più certi), ma la decisione è subordinata alla discussione politica con i capigruppo dell'Unione e i segretari dei partiti.
Infine, oggi si è aperto anche il confronto con le Regioni (che proseguirà per tutto l'iter della manovra) per arrivare a siglare una serie di patti con il governo. Le priorità indicate dalle Regioni sono casa, salute, sviluppo e trasporto pubblico locale.
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