Città del Vaticano, 19 settembre 2007 - Rievocando la figura di San Giovanni Crisostomo, il Papa ha ricordato che i cristiani di Oriente si ribellarono all'aumento delle tasse distruggendo le statue dell'imperatore.
«Si vede che alcune cose nella storia non cambiano», ha aggiunto a braccio scherzando il Pontefice. durante la catechesi generale del mercoledì in piazza San Pietro. Il Papa si è soffermato oggi sulla figura di San Giovanni Crisostomo, il cui ricordo «può dirsi ancora vivo oggi anche a motivo delle sue opere».
Le parole di Giovanni Crisostomo (che significa «bocca d'oro») furono rivolte alla plebe di Antiochia, che nel 387 si era ribellata all'aumento delle tasse imposto da Teodosio per risanare le casse imperiali e ne aveva abbattuto le statue. Di fronte alla minaccia di ritorsioni da parte dell'imperatore, Giovanni, arcivescovo di Costantinopoli, difese il cristianesimo che veniva messo sotto accusa: «i giudei e i pagani devono comprendere che i cristiani sono i salvatori, i protettori, i capi e i maestri della città».
Nel contempo, però, il santo vescovo criticava le passioni eccessive che portano alle rivolte e attaccava gli spettacoli licenziosi.
Le buone relazioni con la corte non gli impedirono tuttavia di rimproverare la stessa imperatrice Eudosia di essersi accaparrata gli averi appartenuti a una vedova. Una denuncia che gli costò l'esilio. (
Un cerchio blu notte con l'indicazione 'liberal democratici" in alto, l'abbreviazione in maiuscolo 'LD' al centro e un tricolore in basso con la scritta 'per il rinnovamento'. Questo il simbolo del movimento presentato da Lamberto Dini