Roma, 26 ottobre 2007 - Il governo vive ore difficili e attende l'inizio dell'esame della Finanziaria al Senato, ora in commissione e dal 5 novembre in aula. Alla vigilia dell'assemblea costituente del Pd che incoronerà Walter Veltroni segretario del partito e a pochi giorni dal Consiglio dei ministri che dovrebbe varare il contestato pacchetto sicurezza, prosegue il confronto sulla tenuta della maggioranza e sulla durata del governo.
Prodi ieri sera ha richiamato fermamente all'ordine l'Unione: «è giunto il momento che tutte le forze della maggioranza dicano chiaramente se intendono continuare a sostenere il governo o se vogliono invece far prevalere gli interessi di parte su quelli del Paese». E il dl fiscale nella notte è stato approvato senza ricorrere al voto di fiducia, anche se con otto 'scivolonì di maggioranza e governo. Ad assicurare sostegno all'esecutivo sono giunte le dichiarazioni di Veltroni, Pecoraro Scanio, Mussi, Mastella, Di Pietro, il Prc, Diliberto. Ma già oggi sono giunti alcuni distinguo.
Nonostante il ministro Vannino Chiti affermi che "è sbagliato parlare di sconfitta del governo" e il presidente della Camera Fausto Bertinotti sottolinei che "la pena di ieri è stata ampiamente metabolizzata", cominciano però a giungere alcune prese di distanza. Tra questi quello di Lamberto Dini: "D'ora in poi ci terremo le mani libere su tutte le votazioni in Parlamento", afferma l'ex premier al Tg2, "non ho assolutamente intenzione di andare in pensione". Anzi, "ci manderò altri in pensione...".
L'opposizione attacca: il leghista Roberto Calderoli afferma che "il governo è condannato a morte", l'azzurro Renato Schifani invita l'Unione a "prendere atto che tutto è finito". Ma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta si dice certo che "se il Cavaliere perde" la scommessa di far cadere il governo a metà novembre "dal 15 novembre ci sarà un effetto rinculo. La credibilità dell'opposizione crollerà e le strade di governo e Pd si faranno in discesa".
Un cerchio blu notte con l'indicazione 'liberal democratici" in alto, l'abbreviazione in maiuscolo 'LD' al centro e un tricolore in basso con la scritta 'per il rinnovamento'. Questo il simbolo del movimento presentato da Lamberto Dini